Finalmente si mette mano al depuratore di Sant’Antonino

L'impianto serve una trentina di Comuni intorno a Gallarate e Busto, oltre all'aeroporto di Malpensa. Dopo anni di incertezze e problemi, il nuovo gestore Alfa subentrato a gennaio 2021 promette interventi sostanziali

Depuratore Sant'Antonino Ticino

Il primo confronto, al depuratore di Sant’Antonino Ticino, si può già fare già all’ingresso: là dove c’era un cartello sporco e malandato oggi c’è una insegna nuova. È solo un simbolo, ovvio, ma dietro c’è un cambio di passo rivendicato con forza da Alfa srl, la società unica del ciclo dell’acqua che dal 1° novembre 2020 ha preso in gestione l’impianto che serve il grosso della zona del Basso Varesotto, compreso l’aeroporto di Malpensa.

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Dal 1° gennaio 2021 Alfa srl ha acquisito anche la proprietà dell’impianto, «in seguito alla fusione per incorporazione della Società per la tutela dei torrenti Arno, Rile e Tenore S.p.A, precedente proprietaria e gestore dell’impianto».

Il depuratore è da anni al centro di esposti e segnalazioni di malfunzionamento: dalle “puzze” nell’aria in estate fino agli scarichi di schiume nel Naviglio Grande, non pochi sono stati i problemi emersi nel tempo. Senza contare che l’impianto è finito negli anni passati anche nelle pieghe dell’inchiesta per corruzione Mensa dei Poveri.

Ora Alfa, guidata da Paolo Mazzucchelli, promette di cambiare corso.
Partendo dalle manutenzioni ma proseguendo anche “con un piano di interventi di revamping delle sezioni” non ammodernate, quelle cioè che non erano state “oggetto dell’ultimo intervento di revamping Veolia e/o che presentano ancora problematiche”. Tra questi interventi i più urgenti sono l’adeguamento della stazione di sollevamento iniziale, la sostituzione dei piattelli ammalorati, la modifica del recapito del drenaggio della centrifuga.

Nel frattempo però si sta già intervenendo con una serie di migliorie.
Punto primo: la produzione di fango disidratato, per tenere pulito l’impianto. Fino a novembre se ne facevano dieci cassoni settimanali, Alfa al suo subentro “ha portato la produzione di cassoni a 14” e ora l’ha portata fino 18 cassoni, quasi raddoppiando la capacità. L’effettivo smaltimento è passato da 648 a 1348 tonnellate.

Depuratore Sant'Antonino Ticino

Depuratore Sant’Antonino Ticino: come sta intervenendo Alfa srl

Si è poi intervenuti sulle modalità di gestione dell’ipoclorito di sodio usato per la disinfezione delle acque, per evitare problemi di gestione delle scorte e per stabilire “il corretto dosaggio del reagente”, che è stato impostato sulla quantità di 35 l/h.

“Presso l’impianto non era attivo alcun sistema di abbattimento del fosforo e pertanto si è deciso di approntare fin da subito un sistema di co-defosfatazione con dosaggio di cloruro ferrico in vasca di ossidazione, finalizzato al rispetto del limite allo scarico del parametro fosforo”. Si è stabilita la quantità di impiego di cloruro ferrico, con quattro pompe dosatrici da 20 l/h ciascuna sul quarto lotto  (attivazione al 30/11/2020) e poi anche per le altre due vasche di ossidazione attive del terzo lotto, a gennaio.

Nel ciclo del depuratore è prevista anche una sezione di post-precipitazione del fosforo, che “è stata trovata da Alfa non attiva”: “Alfa ha deciso, in adempimento a quanto previsto dall’autorizzazione allo scarico, di impostare un processo di co- precipitazione in quanto questo garantisce il trattamento con cloruro ferrico di tutta la portata addotta al biologico e non della solo parte addotta a filtrazione terziaria, come accadrebbe invece con il sistema di post-precipitazione”.

Depuratore Sant'Antonino Ticino

Risultano inattive le sezioni di dosaggio dell’acido peracetico e quella di dosaggio di carbonio esterno in ossidazione, che “non sono mai state messe in funzione” prima dell’arrivo di Alfa, che ora sta lavorando per  la pratica antincendio con i Vigili del fuoco per arrivare ad avviare la sezione entro il primo semestre 2021.
Nel frattempo è stato anche messo in funzione l’impianto di dosaggio di ozono, “trovato fermo e non attivo alla data dell’1 novembre 2020”.
L’intero impianto è stato sottoposto a  manutenzione straordinaria nei giorni 14-15-16-21-22-23 dicembre 2020 “e in data 23/12/2020 si è riusciti a mettere in funzione una delle due linee di produzione dell’ozono garantendo un dosaggio di 10 mg/l su tutta la portata addotta a filtrazione”.

Soprattutto è stato firmato un contratto di manutenzione ordinaria annuale con la società DENORA che prevede un’uscita mensile del loro personale, finalizzato a certificare mensilmente il corretto funzionamento delle apparecchiature. È un passaggio fondamtentale perché il corretto funzionamento dell’impianto secondo Alfa dovrebbe arrivare a rimuovere inquinanti quali tensioattivi (causa di schiume) e colore, tutti fenomeni denunciati ciclicamente dalle “vedette” delle acque dei navigli.

Depuratore Sant'Antonino Ticino

I problemi del depuratore e gli interventi in corso

C’è infine la sezione filtrazione finale, che “è stata trovata completamente ferma e satura di fango”.Anche qui si è intervenuti con una pulizia straordinaria con spurgo di tutti e 12 i filtri esistenti, fondamentale per capire se tali macchine fossero ancora in grado di eseguire correttamente le performance di filtrazione. Il sistema era carente (8 sezioni su 12 non funzionanti) e quindi si è avviato un intervento di ulteriore verifica e manutenzione: dovrebbe  essere completato entro “fine del primo semestre 2021”. Nel frattempo funzionano le altre 4 linee di filtrazione.

Nella sedimentazione primaria funzionano due sedimentatori primari su dieci.
Analoga insufficienza anche nella sezione di sedimentazione finale: al subentro di Alfa sono stati trovati attivi e funzionanti cinque sedimentatori su otto, tutti con carenze, perdite o parti danneggiate.
Ovviamente anche qui sono previste pulizie e opere di manutenzione straordinarie.

Depuratore Sant'Antonino Ticino

Fin qui gli impianti. Poi c’era appunto una generale carenza di ordine e pulizia, quella “segnalata” fin da subito dal cartello all’ingresso dell’impianto, che citavamo all’inizio: anche in questo caso si è intervenuti, a opera di una ditta specializzata per disboscamento e pulizia delle aree più critiche. Pulizia profonda è stata fatta anche sul canale di alimentazione dei sedimentatori primari e di quello di scarico dei sedimentatori finali, che “presentavano quantità di fango molto ingenti”.

Infine sono stati appena completati i cinque nuovi punti di misura della portata, “al fine di gestire e monitorare tutti i flussi in entrata ed in uscita dall’impianto” e si sta lavorando ad un nuovo sistema di Telecontrollo, per il monitoraggio a distanza e il pronto intervento in caso di emergenza: quest’ultimo è ancora allo studio, per avere garanzia di un impianto aggiornato e moderno.

Sul depuratore di Sant’Antonino un intervento necessario (e giusto)

L’intervento di Alfa non è una promessa, nella misura in cui molti interventi sono già completati o in corso: è un vero inizio, che si spera possa risolvere un problema che causa disagi a chi abita in zona e anche alle acque del naviglio.

Era un intervento dovuto, l’abbiamo richiamato più volte: perché qui si concentrava un disagio ambientale che nasce nelle fogne e nelle acque reflue di città e paesi più “a monte”, in tutta la zona tra Gallarate e Busto (senza dimenticare Malpensa, infrastruttura di rilevanza nazionale). E troppo a lungo non si era voluto investire con convinzione, lasciando solo a chi abitava in zona i problemi di qualità ambientale compromessa.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 05 Maggio 2021
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