Iris Accoglienza: da 25 anni a Gallarate uno spazio per tutti

Il 19 settembre 1996 da un'intuizione di Padre Alfredo Imperatori nasceva il Centro Socio-educativo all'Aloisianum. Per l'anniversario anche un nuovo ciclo di cineforum sulla disabilità offerto alla città

Insieme Iris Accoglienza

Iris Accoglienza compie venticinque anni: era il 19 settembre 1996 quando, da un’intuizione di Padre Alfredo Imperatori, nasceva in alcuni locali dell’Aloisianum la cooperativa sociale Iris Accoglienza, fondata con lo scopo di promuovere attività socio animative per persone disabili adulte.

«Dopo 25 anni il Centro Socio Educativo, che nel tempo è stato intitolato proprio al suo fondatore, continua con passione e professionalità ad offrire attività stimolanti che favoriscono il benessere, l’autonomia e la realizzazione personale dei propri utenti in un contesto di socializzazione ed integrazione» dice Pietro Zoia, che oggi è il presidente del CSE Padre Alfredo Imperatori s.j..

«Al centro c’è la Persona con i suoi limiti e le sue potenzialità: ogni utente è chiamato a diventare protagonista attivo della propria vita, incrementando e consolidando autonomie personali e sociali attraverso attività di vario genere».

«Molteplici sono le proposte che riguardano tutte le aree dell’individuo (affettivo-relazionale, espressiva, cognitiva, creativa, occupazionale) e che si declinano secondo progetti educativi individuali e di gruppo. A seconda degli obiettivi gli utenti sono coinvolti in attività animative, educative e formative così da consolidare le autonomie acquisite e costruirne di nuove».

«Tra le attività proposte, numerose sono quelle aperte verso l’esterno in cui si favorisce la relazione, la socializzazione e l’acquisizione di competenze: in particolare negli ultimi anni abbiamo attivato varie collaborazioni con realtà e aziende locali con grande soddisfazione da entrambe le parti. In questo periodo educatori ed utenti del CSE stanno portando avanti una proficua collaborazione con il comune di Gallarate e si occupano di tenere pulito e in ordine il parco pubblico di via Trombini. L’attività è molto gradita perché permette di stare all’aria aperta a contatto con altre persone. La soddisfazione nel lasciare il parco in ordine, i ringraziamenti dei frequentatori del parco, i sorrisi dei bambini ripagano ampiamente la fatica. I lavori sono diversi e variano con il passare delle stagioni: ci sono le foglie da raccogliere, l’erba da tagliare, la siepe da regolare, le erbacce da strappare e i rifiuti da raccogliere. L’attività di parco è una bella occasione per fare qualcosa di bello per tutta la città, conoscere gente e stare insieme».

Gli ospiti di Iris fanno più bello il parco. “Un segnale di civiltà”

«La pandemia ha costretto ad alcuni mesi di attività da remoto durante il primo lockdown, ma da giugno 2020 non ci siamo più fermati: la nostra fortuna è avere a disposizione ben due piani con locali molto ampi che ci permettono di poter svolgere le attività garantendo il distanziamento necessario. Purtroppo abbiamo dovuto sospenderne alcune come cucina, spesa o piscina per una maggiore sicurezza, abbiamo dovuto rinunciare a feste e abbiamo dovuto celebrare il 25° in forma ridotta, ma l’importante è poter stare insieme».

«Alcuni utenti sono con noi da tanti anni, altri sono appena arrivati, ognuno segue il proprio percorso di vita nel rispetto dei suoi tempi e delle sue capacità, non ci sono limiti». Tutte le attività del Centro sono rese possibili dal lavoro quotidiano degli educatori, dall’impegno dei volontari e dal sostegno dei soci della Cooperativa guidata dal presidente Pietro Zoia riconfermato nel mese di giugno 2020. «Più siamo e meglio è, siamo sempre alla ricerca di nuovi sempre con piacere volontari e nuovi soci che abbiano voglia di dare una mano in base al proprio tempo e alle proprie inclinazioni e passioni, che possano aiutarci nel garantire il servizio trasporti per i nostri utenti e collaborare nella gestione nelle attività».

«La ricorrenza dei venticinque anni dalla fondazione è occasione per ripensare a quanto fatto e per progettare con rinnovato entusiasmo il futuro. I nostri obiettivi sono quelli di offrire un contesto stimolante e accogliente per i nostri utenti e per le loro famiglie in cui poterli accompagnare e sostenere nel loro percorso di vita, verso il maggior livello di autonomia possibile, benessere e realizzazione personale».

La pandemia è ancora in corso, e per questo a Iris hanno scelto di festeggiare in maniera ridotta, con una Messa nel giorno esatto, il 19 settembre, alle ore 10.00 presso la chiesa dell’Aloisianum e un momento privato con gli utenti.

«Per tutta la città, invece abbiamo pensato di riproporre, dopo la pausa forzata dello scorso anno, una breve rassegna cinematografica (4 e 11 ottobre alle ore 21.00) sul tema della disabilità al Teatro delle Arti con introduzione e commento a cura della prof.ssa Cristina Boracchi, un appuntamento istituito 5 anni fa proprio con l’intento di offrire a tutta la cittadinanza un’occasione per stare insieme approfondire tematiche di accoglienza, accettazione, integrazione e socializzazione».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 16 Settembre 2021
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