A Varese arriva Terence Tao, il Mozart della matematica

È considerato un genio e dal 20 al 24 settembre sarà in città per essere insignito del Riemann Prize, riconoscimento internazionale per la matematica, assegnato dalla Rism dell’Università dell’Insubria

università insubria

C’è una foto che lo ritrae ad appena dieci anni mentre parla di matematica con Paul Erdös, uno scienziato straordinario, «uno di quelli che compaiono una volta sola in un lunghissimo periodo di tempo». Una personalità così importante per la comunità dei matematici che il cosiddetto «numero di Erdös» sta ad indicare il grado di collaborazione scientifica che si aveva con lui. Chi ha il numero 1, il più ambito – sono solo 485 in tutto il mondo – vuol dire che ha pubblicato direttamente con Erdös e così a scalare. Einstein, per fare un celebre esempio, era un Erdös numero 2, nel senso che aveva pubblicato con qualcuno che a sua volta aveva pubblicato con Erdös.

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 da sinistra Paul Erdös e Terence Tao @commons Wikimedia

In quella foto il giovanissimo matematico australiano, Terence Tao, di origine cinese, e il genio ungherese stanno parlando di un problema, matematico, naturalmente. Non guardano nell’obiettivo. Lo sguardo sul foglio e una mano sulla bocca, quasi a voler invocare una soluzione.
Tao era solo un bambino e forse non aveva piena consapevolezza della grandezza dell’uomo che aveva di fronte, ma parlando anni dopo di quell’incontro dirà una cosa importante: «Mi sentivo trattato alla pari». Tra matematici ciò che conta è solo la matematica ed Erdös non si poneva limiti di tempo, spazio ed età, pur di confrontarsi con menti brillanti. Era sempre pronto a partire per qualche angolo dell’universo, tenendo tutto ciò che aveva in due logore valigie, alla ricerca di verità matematiche.

ERDÖS AVEVA VISTO GIUSTO

Quell’incontro sarà determinante per il futuro di Terence Tao, perché sarà lo stesso Erdös a presentare il giovane matematico australiano all’università di Princeton. Il matematico ungherese aveva infatti capito che si trovava di fronte a una mente meravigliosa e non si sbagliava. Tao, che oggi ha 46 anni, a tredici anni è stato medaglia d’oro alle olimpiadi della matematica, a diciassette anni si è laureato per diventare quasi subito professore. Attualmente insegna all’Università della California. Nel 2006 ha vinto la medaglia Fields, un premio che viene dato ogni quattro anni e considerato una sorta di Nobel della matematica, e nel 2014 l’ambìto Breakthrough Prize.

UN’OCCASIONE UNICA PER VARESE

Terence Tao dal 20 al 24 settembre sarà a Varese in presenza perché verrà insignito del riconoscimento internazionale per la matematica Riemann Prize, assegnato dalla Riemann international school of mathematics (Rism) dell’Università dell’Insubria diretta dal professor Daniele Cassani. Un’occasione unica per la città, per tutta la cittadinanza e soprattutto per gli studenti che avranno la possibilità di assistere alle lezioni di uno studioso, universalmente considerato un vero genio, non a caso definito dai media «Il Mozart della matematica».

IO C’ERO

Gli studenti di Varese un giorno potranno dire «io a quella lezione c’ero», proprio come si direbbe per un concerto di una rockstar. Tao ha infatti accettato di fare un vero e proprio tour che martedì 21 settembre alle 11 lo porterà al liceo scientifico Galileo Ferraris dove terrà un seminario dal titolo Sendov’s conjecture for sufficiently high degree polynomials. Mentre mercoledì 22 settembre alle 10.30 sarà Villa Toeplitz, dove ha sede la Rism, per ricevere un tributo dell’artista Vittore Frattini, a cura della Varese Design Week, per affrontare poco dopo il tema Almost all Collatz orbits attain almost bounded values.

Sarà una settimana intensa per il matematico australiano perché sono tante le attività culturali organizzate in suo onore  tra Varese e Milano, che culmineranno venerdì 24 settembre nell’Aula Magna dell’Insubria a Varese con la consegna a Tao della Riemann Prize sculpture del designer Marcello Morandini e della Riemann Medal.

LA MATEMATICA PORTA VARESE NEL MONDO

In questi ultimi dieci anni la Rism diretta dal professor Cassani ha portato a Varese le star della matematica mondiale: ricordiamo il grande Louis Nirenberg – era un Erdos numero 3 -, Umberto Mosco, le medaglie Fields Martin Hairer, Maxim Kontsevich, Alain Connes, solo per citarne alcuni. Lo stesso John Nash, reso celebre dal film di Ron Howard, A beautiful mind, doveva essere ospite della Rism, ma morì in un incidente stradale poco prima di approdare a Varese.

«La matematica pervade la nostra vita ma pochi ne sono consapevoli – commenta  Daniele Cassani, presidente Rism  –.  Se da una parte non c’è alcun bisogno di spiegare, soprattutto di questi tempi, l’importanza del lavoro dei medici, di ingegneri che progettano e realizzano innovazioni tecnologiche, dall’altra è difficile spiegare cosa fanno i matematici e l’utilità di quello che scoprono». Aggiunge Daniele Cassani: «Gli ostacoli principali sono due: imparare il matematichese, linguaggio ostico, richiede molti anni ed è necessario per potersi addentrare nella materia. Secondo, il tempo per apprezzare le ricadute nelle applicazioni alla scienza e all’innovazione tecnologica spesso supera la generazione che vive la dimostrazione di un teorema. Pensiamo alle radici della digitalizzazione dei segnali, uno degli ingredienti fondamentali del nostro mondo smart che affonda le sue radici nel lavoro di J. Fourier del 1821. Esattamente due secoli fa».

A BEAUTIFUL PAGE

IL PROGRAMMA DEL RIEMANN PRIZE WEEK

 

Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

Il lettore merita rispetto. Ecco perché racconto i fatti usando un linguaggio democratico, non mi innamoro delle parole, studio tanto e chiedo scusa quando sbaglio.

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Pubblicato il 16 Settembre 2021
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