Morte sulla funivia di Monteviasco, in aula si ricostruisce il funzionamento dell’impianto
Quali controlli andavano fatti prima delle corse? Nel 2018 la morte di Silvano Dellea durante una manutenzione
I tabulati telefonici non solo della vittima, Silvano Dellea, ma anche delle altre persone che erano al lavoro alla funivia Ponte di Piero-Monteviasco il 16 novembre 2018 quando avvenne l’infortunio mortale.
Da qui è partita l’udienza del processo che si celebra dinanzi al giudice monocratico di Varese e vede dieci persone a vario titolo imputate per omicidio colposo.
In aula anche la ricostruzione tecnica fatta da un macchinista – non indagato – che in qualità di testimone ha spiegato minuziosamente sia il funzionamento dell’impianto, sia come avvenivano le manutenzioni periodiche, proprio una di quelle in cui trovò la morte dello storico manutentore della funivia trovato stritolato fra la cabina e un manufatto in metallo.
Sul fronte delle prime indagini dei carabinieri, come specificato nella prima escussione della precedente udienza, non risulta possibile avere un preciso quadro fattuale dalle immagini delle telecamere dell’impianto che risultarono non in funzione. Poi i militari della compagnia di Luino eseguirono una serie di accertamenti sui tabulati delle utenze in uso alla vittima e ad altri due soggetti che non risultano indagati ma che ricoprivano il ruolo di agente di stazione e macchinista, sebbene a quanto parte al momento dell’infortunio mortale l’impianto non fosse in funzione per corse aperte al pubblico ma semplicemente per la manutenzione.
È su questo concetto, quello appunto legato ai controlli della funivia che è invece stato incentrata l’escussione del secondo teste da cui è emersa l’abitudine della vittima di eseguire controlli periodici senza dare ampio preavviso e con modalità atipiche.
Nel corso dell’udienza di giovedì sono state sentiti anche l’agente di stazione (una donna che lavorava nella stazione di valle ed era rincasata al momento della tragedia), e il macchinista presente nella stazione di monte che arrivò quel giorno a valle a piedi in stato confusionale tanto che i carabinieri lo invitarono a un esame ematico all’ospedale dove risultò che il suo livello di alcool nel sangue era pari a 0,8 grammi per litro. Tutti i testi ascoltati giovedì 26 maggio non risultano indagati. Il processo è aggiornato a luglio.
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