“Ti taglio come uno spezzatino” cuoco a processo a Varese
Una tavolata di cinesi, poi una lite animata e le minacce: cronache di una serata di ordinaria follia. L’imputato verrà sentito il prossimo 30 novembre quando potrebbe arrivare anche la sentenza
Attimi di follia il 13 giugno 2017 in un hotel di Varese quando polizia e carabinieri intervennero per un cuoco che diede in escandescenze, a tal punto che il personale fu costretto ad allontanare i clienti per paura.
Fra i testimoni sentiti, il maitre in aula ha raccontato l’accaduto riportando una delle frasi pronunciate dal cuoco con in mano un coltello in cucina: “Ti taglio come uno spezzatino”. Anche la dipendente alla hall ha raccontato l’accaduto: “Ero spaventatissima e quando ho sentito qualcuno urlare ‘è armato’, ho preso una collega e due ospiti e ci siamo chiusi in una stanza”.
Anche alcuni clienti del ristorante sono scappati nel fuggi fuggi generale, fra i lampeggianti delle volanti e delle sirene. L’uomo è stato poi raggiunto dai militari, identificato e denunciato per minacce aggravate.
Ma cosa è successo? Lo deve stabilire il giudice monocratico dinanzi al quale sono sfilati diversi testimoni. “Quella sera c’era una grande tavolata di cinesi e lo chef andò a parlare con alcuni commensali che gli dissero di non gradire la cena e allora torno’ in cucina” ha spiegato una barista in servizio in quei frangenti: “Mi chiese di riaccompagnarlo a casa ma durante il tragitto scese dall’auto e torno’ in albergo. Li’ poco dopo siamo tutti scappati, personale e clienti, dopo che il maitre è uscito dalla cucina di corsa”.
Il tribunale dovrà fare chiarezza circa la presenza di un coltello nelle mani dell’imputato – cosa tutt’altro che inconsueta per un cuoco – che quella sera da quanto emerso non era in servizio all’hotel. È stato sentito anche il cuoco in servizio quella sera che ha ricostruito il fatto: l’imputato era tornato in cucina perché i cinesi si erano lamentati del cibo e così il “titolare” della cucina avrebbe dato in escandescenze rompendo alcuni piatti e armeggiato col coltello, pronunciando pure le frasi minacciose. L’imputato verrà sentito il prossimo 30 novembre quando potrebbe arrivare anche la sentenza.
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