Quando Carlo Meazza fu licenziato da una suora
Allora lavorava al Giornale del Popolo di Lugano. Gli fu comunicato a Natale
Carlo Meazza, fotografo di rango e personaggio varesino conosciutissimo ben oltre i confini della provincia bosina, vanta collaborazioni importanti con giornali locali, nazionali e internazionali. Nella sua lunga carriera, Meazza ha lavorato anche per il “Giornale del Popolo”, testata storica ticinese di proprietà della curia di Lugano, in genere diretta da uomini vicini alla Chiesa.
Il Gran Pignolo, Mauro della Porta Raffo, ricorda in un recente post alcuni licenziamenti eccellenti fatti dal Giornale del Popolo. Tra i giubilati ci fu anche Piero Chiara. «Il direttore di allora, Padre Alfredo Leber – racconta in un post Mauro della Porta Raffo – decise di fare a meno della collaborazione del narratore luinese dopo la pubblicazione da parte del medesimo de ‘Il piatto piange’ nel 1962. Audace il testo, troppo scollacciata la vicenda raccontata».
«Carlo Meazza – continua il Gran Pignolo – fotografo grande come pochi altri, a mio modo di vedere, mi ha raccontato di quando gli occorse di essere licenziato dal GdP per avere avuto a che dire sui titoli e la posizione che l’organo aveva a proposito del colpo di Stato in Cile – attenta e feroce la regia – alla vigilia di Natale, da una suora! Memorabile».
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