A Varese Salvini prova a ricucire passato e futuro della Lega, ma Bossi non c’è

Il fondatore del movimento politico diserta i festeggiamenti per i 40 anni della Lega. Salvini: "Ringrazio colui che tutto ha cominciato perché senza Umberto Bossi noi oggi non saremmo qui a Varese"

Dopo lo schiaffo ricevuto da Umberto Bossi, secondo cui alla Lega servirebbe un nuovo leader, Matteo Salvini, nel giorno dei festeggiamenti per i 40 anni della nascita della Lega Lombarda, incassa e prova a porgere l’altra guancia.
Sul palco sotto la statua del Garibaldino in piazza Del Podestà, nel cuore di Varese, dove si affaccia anche il balcone della sede storica del Carroccio, l’attuale leader della Lega, che non è più lombarda da tempo, ringrazia pubblicamente colui che 40 anni fa ha fondato il movimento, oggi partito nazionale.

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AVEVO SOLO DIECI ANNI

Quando nasceva la Lega Lombarda, Salvini, classe 1973, era ancora un bambino. «Mi g’avevi des ann (avevo dieci anni, ndr) – sottolinea il leader leghista in milanese – e la prima tessera è datata 1990. Oggi ringrazio colui che tutto ha cominciato perché senza Umberto Bossi noi oggi non saremmo qui a Varese sotto questo splendido sole e milioni di italiani non parlerebbero di libertà. Ringrazio Roberto Maroni che ha preso in mano il testimone in un momento difficile dove abbiamo rischiato la fine. Io lo faccio al meglio delle mie possibilità da dieci anni, mettendoci anima, tempo e cuore, rischiando del mio privato pur di portare avanti i nostri ideali».

IL CAPO DELLA LEGA

Bossi il giorno prima aveva annunciato che «per via di un impegno», magari preso con gli “scissionisti”, ai festeggiamenti per l’anniversario non ci sarebbe andato. Uno striscione appeso fuori dal balcone della sede storica della Lega riporta la scritta: “Capo, Bobo, Matteo una storia ci lega”.
Il ministro Giancarlo Giorgetti nel suo intervento richiama i militanti al rispetto delle gerarchie. Il problema è capire di quale gerarchia si stia parlando: dei leghisti della prima ora, che indossano ancora le magliette della Lega Lombarda, o dei seguaci di Matteo Salvini, colui che ha sdoganato la Lega a livello nazionale sacrificando l’identità originaria?

LA PACE SECONDO MATTEO

Il leader della Lega ha proseguito il comizio soffermandosi sulla situazione internazionale, in particolare sull’attacco iraniano a Israele: «Quando ti alzi la mattina e si parla di terza guerra mondiale e della guerra nucleare, credo che la lega in questi mesi complicati abbia il dovere di lavorare per la pace (parola che ripete tre volte consecutivamente, ndr) – a Roma come a Bruxelles. Detto questo, Israele ha il sacrosanto diritto di difendersi».
Salvini ha poi parlato del rapporto con gli islamici e della libertà religiosa: «Ognuno può credere nel Dio che vuole, l’importante è che quel Dio rimanga all’interno della spiritualità e non imponga il modo di vivere. Il fanatismo islamico invece pretende di imporre la legge divina sulla legge dell’uomo».

UN’ANIMA DIVISA IN DUE

La Lega è il partito più vecchio della politica italiana, l’unico sopravvissuto di quelli della Prima Repubblica, ma profondamente cambiato nelle fondamenta perché “la questione settentrionale”, come la chiama Bossi, non è più una priorità. Il vento che un tempo spingeva il Carroccio, soffiava solo da Nord. Oggi invece arrivano spifferi da tutte le parti.
Salvini nel giorno più importante ha provato a ricucire un’anima ormai divisa in due, ma festeggiare la fondazione di un movimento politico senza la presenza del principale artefice di questa avventura, alle soglie delle elezioni europee, non è certo un buon viatico.

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Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

Il lettore merita rispetto. Ecco perché racconto i fatti usando un linguaggio democratico, non mi innamoro delle parole, studio tanto e chiedo scusa quando sbaglio.

Pubblicato il 14 Aprile 2024
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  1. Roberto Colombo
    Scritto da Roberto Colombo

    durante questi 40 anni, ci sono state elezioni in cui in molti comuni la Lega ha ottenuto più del 50% dei consensi e questo significa che (ribadisco nell’arco dei 40 anni) in provincia di Varese, chi è lombardo, almeno una volta nella vita la Lega l’ha votata

    1. PaoloFilterfree
      Scritto da PaoloFilterfree

      Eh…La statistica, questa sconosciuta!

    2. axelzzz85
      Scritto da axelzzz85

      Felice e fiero di non aver mai votato pagliacci del genere

    3. elenera
      Scritto da elenera

      Viste le mie celebri abilità matematiche, mi gira la testa solo a pensare di fare un calcolo simile… Ma a parte ciò, e mi scuso se smentisco la sua statistica, personalmente NON ho mai votato Lega in 25 anni e più. E so anche di essere in numerosa compagnia.

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