In aula il processo per stalking alla famiglia Limido: Lavinia lascerà presto l’ospedale
All’udienza presente la madre della giovane che l’ex marito ha tentato di uccidere. Il legale: "Forse le dimissioni già oggi”
Non era in aula Marco Manfrinati, accusato di aver ucciso l’ex suocero Fabio Limido e di aver tentato di uccidere anche la ex moglie, Lavinia, lo scorso 6 maggio a Varese.
La madre della ragazza, l’avvocato Marta Criscuolo, verrà sentita come teste nell’udienza calendarizzata per oggi dove si discuterà l’accusa di atti persecutori di cui l’ex avvocato quarantenne di Busto Arsizio, ora in carcere, è accusato.
La notizia di oggi però è che Lavinia lascerà presto l’ospedale: lo ha annunciato la stessa Marta Criscuolo soffermandosi con i giornalisti prima dell’udienza, e lo ha confermato anche il legale della famiglia avvocato Fabio Ambrosetti: “Forse le dimissioni già oggi”. Il procedimento è sospeso per una questione procedurale e riprenderà in mattinata, quando verrà sentita come teste Marta Criscuolo.
L’interrogatorio del pubblico ministero Maria Claudia Contini è durato due ore, e ha visto l’avvocato Marta Criscuolo rispondere come persone offesa e teste alle diverse domande che le sono state fatte: ha ripercorso dal punto di vista cronologico l’intera vicenda che ovviamente si è intrecciata con il grave fatto di sangue avvenuto in via Menotti a Varese ai primi di maggio. L’intera vicenda è da iscriversi secondo la testimonianza ad un comportamento reiterato da parte dell’imputato nei riguardi della famiglia Limido che era stata letteralmente presa di mira: “Abbiamo completamente cambiato il nostro stile di vita, dopo l’inizio di tutti i comportamenti di Marco Manfrinati ai nostri danni mia figlia è scappata dalla abitazione coniugale a Busto Arsizio, poi ha trovato rifugio nell’estate del 2022 a casa di una nostra amica fuori dalla provincia di Varese, e successivamente l’abbiamo accolta nella nostra abitazione di Varese. Tuttavia sono continuate tutte le azioni posti in essere da Manfrinati contro di noi: veri e propri atti persecutori comprensivi di taglio di gomme, rottura del lunotto dell’auto, messaggi minatori, anche aggressioni fisiche”, ha spiegato Marta Criscuolo durante l’esame. L’udienza è stata aggiornata al pomeriggio col contresame della difesa Manfrinati, dopo l’esame della parte civile.
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