184 milioni di dati rubati: come proteggersi dopo il maxi data breach

Quando si parla di proteggere la propria identità, giocare d'anticipo può fare la differenza

dati

I furti di dati sono ormai una realtà concreta, che può portare danni immediati e conseguenze a lungo termine. Proteggersi da questi rischi è fondamentale, e questo articolo spiegherà come farlo.

Milioni di informazioni sensibili in Open Source

Un ricercatore di cybersicurezza di nome Jeremiah Fowler ha di recente individuato un database di 47 Giga pieno di un’ingente quantità di dati rubati, più precisamente 184 milioni. Tra queste informazioni si contano indirizzi e-mail, username, password, URL e credenziali di svariati account Google, Apple, Facebook, Microsoft, Snapchat e Instagram, oltre a dati di accesso a conti bancari, piattaforme governative e portali di servizi sanitari. Secondo l’esperto, tutti questi file sono stati estorti attraverso dei malware chiamati Infostealer, per poi venire raggruppati in una grande banca dati non protetta. I criminali informatici puntano molto su tali dati, perché possono usarli per colpire bersagli specifici o venderli nel dark web. In particolare, nell’elenco saltano all’occhio ben 220 e-mail governative di 29 nazioni: queste fughe di dati sono potenzialmente pericolose perché, trattandosi di informazioni riservate, potrebbero causare spionaggio industriale, azioni contro le principali infrastrutture o addirittura problemi di sicurezza nazionale. I probabili metodi di violazione sono app fittizie, download contaminati da virus e phishing.

Come prevenire i furti di dati

Quando si parla di proteggere la propria identità, giocare d’anticipo può fare la differenza. Per questo motivo, avvalersi di password manager e generatori è di grande aiuto per non ripetere le stesse credenziali su tutti i propri profili. Per trovare il miglior password manager è possibile leggere l’approfondimento di HD blog, costantemente aggiornato con le soluzioni più efficaci. Oltretutto, se disponibile, è un’ottima prassi attivare la 2FA (Autenticazione a Due Fattori) che rende molto più complicato l’accesso ai dati personali da parte dei malintenzionati. Molto spesso, i siti fraudolenti imitano le grafiche e l’URL di quelli originali quindi, prima di digitare qualunque informazione, è essenziale controllare attentamente la correttezza degli indirizzi e la presenza della protezione HTTPS. Anche piccoli dettagli, come un errore di ortografia nel dominio o un’icona di lucchetto assente, possono indicare un sito fraudolento. Essere scrupolosi in questi controlli riduce drasticamente le possibilità di cadere vittima di truffe o furti di dati personali. In conclusione, occorre verificare le fonti dei propri download ed evitare di aprire link sconosciuti, che rientrano tra i mezzi più diffusi per intrusioni e altre frodi.

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Pubblicato il 28 Luglio 2025
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