Panchine rosse, fiocchi bianchi, peer education e flash mob: l’istituto Einaudi di Varese dice no alla violenza di genere
Il 25 novembre è stato vissuto dalla comunità scolastica in modo corale con diverse iniziative coinvolgenti e toccanti
L’Istituto “Luigi Einaudi” di Varese si è trasformato ieri, 25 novembre, in un unico, grande polo di sensibilizzazione. In occasione della Giornata Internazionale per il contrasto della violenza contro le donne, l’intera comunità scolastica si è mobilitata, inaugurando due Panchine Rosse nelle rispettive sedi di via Trentini e di via Bertolone e coinvolgendo le istituzioni in un percorso di cittadinanza attiva e memoria.
Inaugurazioni e autorità
Frutto del lavoro congiunto e della passione delle docenti Angela Carbone e Paola Di Muccio, che hanno coordinato l’iniziativa, la giornata ha raggiunto il culmine con la collocazione dei due simboli permanenti – realizzati con materiali di recupero – negli ingressi delle due sedi.
Alla cerimonia hanno preso parte l’Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Varese Rossella Di Maggio e Luisa Cortese degli Stati Generali delle Donne. A rimarcare l’importanza del messaggio sono intervenuti anche rappresentanti di Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Arma dei Carabinieri, insieme ai referenti dell’Associazione EOS, da anni impegnata nel contrasto alla violenza. Presente anche Lelia Mazzotta dell’Ufficio Scolastico Territoriale.
Dai fiocchi bianchi alla peer education
La mobilitazione è partita dalle aule: le classi 1M e 2L dei Servizi per la Sanità hanno realizzato i fiocchi bianchi, col supporto della prof.ssa Rosa Nappo, simbolo dell’opposizione maschile alla violenza, distribuiti e indossati da tutti gli studenti.
L’Einaudi non ha solo ricordato, ma ha educato all’azione: gli studenti hanno gestito un Info Point autonomo, fornendo materiali e numeri utili di centri antiviolenza, trasformando la teoria in risorsa concreta. Inoltre, un gruppo di ragazzi di 3M e 4O ha agito come peer educator, guidando il biennio in dialoghi su stereotipi e relazioni sane. Gli studenti della classe 4C dei servizi culturali e dello spettacolo, coordinati dai prof. Tiziano Tarantini e Laura Vitrani, si sono occupati, invece, della comunicazione visiva: hanno realizzato video e foto per ricordare questo importante giorno di riflessione.
I lavori delle classi – elaborati grafici, slogan, contributi multimediali – sono stati raccolti in un Padlet dedicato, reso accessibile online per fungere da archivio vivo dell’impegno. Un contributo speciale è venuto anche dalla docente Giuseppina Lopresti, che ha esposto alcune sue opere pittoriche sul tema negli spazi dell’Istituto.
Il messaggio
La giornata si è conclusa con un flash mob ad alto impatto emotivo in palestra, ideato da un gruppo di studentesse della 3G e preparato in collaborazione con le docenti Carbone e Di Muccio. Coreografie e gesti simbolici hanno espresso il “no” collettivo alla violenza. Al momento finale hanno partecipato, unendosi ai ragazzi, anche l’Assessora Di Maggio e la Dott.ssa Mazzotta.
A chiudere l’evento, le parole della dirigente scolastica, Dott.ssa Samantha Emanuele: «La scuola deve essere il primo presidio di resistenza contro la violenza sulle donne». Striscioni e ingressi colorati di rosso e bianco hanno restituito l’immagine di una scuola viva e consapevole, che pone l’educazione al rispetto e alla parità di genere al centro del proprio mandato».
L’abbraccio collettivo
Il momento più toccante della giornata è arrivato nel primo pomeriggio. Decine di studenti, sotto la guida delle docenti Carbone e Di Muccio e su idea delle ragazze della 3G, hanno messo in scena un commovente flash mob in palestra. Attraverso una coreografia essenziale, silenzi e musica, è stato espresso il rifiuto corale alla violenza.
Il gesto finale ha coinvolto anche le autorità presenti e i docenti, in un grande abbraccio simbolico che ha unito la comunità scolastica e le istituzioni, sancendo l’impegno comune. L’Einaudi ha dimostrato che, nel giorno del 25 Novembre, la scuola non si limita a ricordare, ma sceglie di schierarsi, dando voce ai suoi studenti come protagonisti attivi del cambiamento.
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