Fascia tricolore e polemiche a Cazzago Brabbia: scontro tra minoranze e sindaco dopo la commemorazione al Monte San Martino
Le opposizioni contestano l’uso del simbolo istituzionale da parte dell'ex sindaco Emilio Magni. Il primo cittadino Davide Bossi replica: "Decisione presa per emergenza, ma farò più attenzione»
A Cazzago Brabbia è polemica sull’uso della fascia tricolore da parte di Emilio Magni, ex sindaco del paese per due mandati (oggi fuori dal consiglio comunale e senza cariche pubbliche ufficiali, fatta eccezione per il ruolo di rappresentante del Comune presso l’Associazione dei Comuni Rivieraschi), durante la cerimonia per la Battaglia del Monte San Martino, svoltasi il 16 novembre a Cuveglio.
La questione è arrivata in consiglio comunale con un’interrogazione formale presentata dalle minoranze, che contestano l’utilizzo del simbolo istituzionale in assenza di un incarico ufficiale e senza un atto formale di delega.
Le contestazioni delle minoranze: «Violato un simbolo istituzionale»
Secondo i firmatari dell’interrogazione (Chiara Giorgetti e Tommaso Salvadori del gruppo “Tu al centro del paese” e Massimo Nicora del gruppo “Cazzago Brabbia nel cuore”), l’uso della fascia da parte di un cittadino che non è né sindaco, né vicesindaco, né consigliere comunale rappresenta una violazione delle norme e della prassi istituzionale, come indicato anche da una circolare del Ministero dell’Interno e dagli articoli del Testo Unico degli Enti Locali.
Le opposizioni parlano di un gesto «increscioso e ingiustificabile», che coinvolge la responsabilità sia del sindaco in carica sia dell’ex primo cittadino, accusato di essersi «fregiato della fascia come semplice oggetto distintivo» senza averne diritto.
Le minoranze chiedono: una nota di censura da parte del segretario comunale; il ritiro immediato della delega a Magni per rappresentare il Comune presso l’Associazione dei Comuni Rivieraschi; la revoca di ogni altro incarico ricoperto in rappresentanza dell’amministrazione.
I gruppi di minoranza annunciano una comunicazione al Prefetto di Varese e, in assenza di questi provvedimenti, una futura mozione per portare il tema in aula.
La replica del sindaco: «È stata una scelta dettata dall’urgenza»
Il sindaco di Cazzago Brabbia Davide Bossi ha risposto in consiglio, spiegando che la decisione di affidare la fascia a Magni è stata presa all’ultimo momento, a causa di un problema familiare che lo ha costretto a non partecipare alla commemorazione.
«Avevamo previsto di essere presenti io con la fascia e il signor Magni con il gonfalone – ha spiegato –, ma quella mattina ho dovuto assentarmi per motivi personali e, non potendo partecipare nessun altro, ho delegato verbalmente Magni, ritenendolo una figura adeguata anche per la sua esperienza da ex sindaco».
Pur riconoscendo che la scelta potrebbe non essere del tutto conforme alla normativa, il sindaco ha fatto notare che nella prassi «la consuetudine ha portato a un uso più flessibile della fascia tricolore», soprattutto in contesti ufficiali dove la rappresentanza è comunque garantita da figure istituzionalmente vicine.
In dichiarazioni successive, rilasciate a VareseNews, ha aggiunto: «L’opposizione sta gonfiando una leggerezza. In futuro presterò certamente più attenzione anche a questi aspetti del mio mandato».
Un simbolo al centro del dibattito
Il dibattito tocca un tema delicato: l’uso della fascia tricolore, simbolo del sindaco nella sua funzione di rappresentante dello Stato, regolato da norme precise, ma anche soggetto a prassi consolidate.
La richiesta delle minoranze punta a ribadire l’importanza del rispetto formale dei ruoli istituzionali, mentre la posizione del sindaco si appella a una gestione pragmatica e fiduciosa dell’emergenza, basata sull’esperienza e il senso civico del delegato.
La discussione si annuncia ancora aperta, con possibili sviluppi futuri.
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