Ginecologia oncologica e Chirurgia mini-invasiva: all’Insubria un Centro di ricerca e formazione internazionale
Diretto dal professor Jvan Casarin, il Centro coordina progetti competitivi, che hanno ottenuto negli ultimi anni 730.000 euro di finanziamenti e oltre 50 pubblicazioni. Un’eccellenza basata su innovazione e qualità, come sottolinea il professor Fabio Ghezzi
Il Centro di ricerca in Ginecologia oncologica e Chirurgia mini-invasiva dell’Università dell’Insubria sta vivendo una stagione di grande crescita e riconoscimento internazionale. Negli ultimi anni il Centro di ricerca diretto dal professor Jvan Casarin, allievo di Fabio Ghezzi, affermato ordinario di Ginecologia e Ostetricia del Dipartimento di Medicina e chirurgia dell’Ateneo, ha saputo combinare innovazione tecnologica, ricerca clinica avanzata e un’intensa attività formativa, attirando l’attenzione di istituzioni scientifiche di primo piano in Europa e nel mondo.
Uno dei punti di forza del Centro è la capacità di sviluppare e coordinare progetti di ricerca altamente competitivi. Dal 2018 sono stati ottenuti oltre 730.000 euro di finanziamenti, destinati a studi sull’intelligenza artificiale applicata al tumore ovarico, sulla caratterizzazione molecolare del carcinoma endometriale, sulla chirurgia ginecologica e sull’endometriosi. Negli ultimi cinque anni il gruppo ha inoltre prodotto oltre 50 pubblicazioni su riviste internazionali di alto livello, contribuendo in modo rilevante all’avanzamento della conoscenza scientifica nel settore.
Un altro tratto distintivo del Centro è la vasta rete di collaborazioni internazionali costruita negli anni. Istituzioni di riferimento come la Mayo Clinic e il Methodist Hospital di Houston (USA), l’Oxford Cancer Center (UK), la University of Toronto, UZ Leuven e numerosi altri centri europei lavorano a stretto contatto con il gruppo dell’Insubria attraverso progetti condivisi, programmi formativi e studi multicentrici di respiro internazionale.
Tra gli studi attualmente in corso spiccano Mohyst, un progetto nazionale dedicato all’analisi delle complicanze dell’isterectomia, e Remission, uno studio multicentrico europeo che coinvolge numerosi centri di riferimento per valutare il ruolo della chirurgia mini-invasiva nel trattamento del tumore ovarico in stadio iniziale.
Dal punto di vista formativo, dal 2023 Varese è sede di un prestigioso programma di Fellowship Esgo, riconoscimento attribuito dalla Società Europea di Ginecologia Oncologica esclusivamente ai centri che garantiscono standard elevatissimi in termini di qualità clinica, volumi chirurgici e attività accademica. Non sorprende quindi che ginecologi provenienti da tutta Europa scelgano Varese per periodi di observership e perfezionamento nelle tecniche di chirurgia mini-invasiva.
A sottolineare il valore del lavoro svolto negli ultimi anni è il professor Fabio Ghezzi: «Innovazione, internazionalizzazione e qualità rappresentano i pilastri del lavoro svolto a Varese negli ultimi anni. Un esempio concreto di integrazione virtuosa tra ricerca e formazione, al servizio della clinica, integrazione in grado non solo di valorizzare l’eccellenza italiana in ambito ginecologico a livello internazionale, ma anche di garantire alle pazienti percorsi di cura sempre più efficaci, personalizzati e rispettosi della loro qualità di vita».
Grazie all’impegno del suo team, il Centro di ricerca in Ginecologia oncologica e Chirurgia mini-invasiva dell’Università dell’Insubria è un ambiente di ricerca e formazione in cui tecnologia e pratica quotidiana si incontrano e dove ogni progetto nasce con l’obiettivo di contribuire, passo dopo passo, al miglioramento della salute e della qualità delle pazienti con patologie ginecologiche.
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