La UIL FPL denuncia: “A rischio la psichiatria all’ospedale di Cittiglio”. L’azienda replica: “Intenzionati a mantenerla”
il segretario del sindacato Gianluca Firrisi parla di una gestione improvvisata e poco trasparente, che rischia di compromettere la sicurezza dei pazienti e le condizioni di lavoro del personale. La Sette Laghi elenca gli sforzi in atto
Il reparto di psichiatria dell’ospedale di Cittiglio potrebbe chiudere. È quanto denuncia il segretario generale della UIL FPL di Varese Gianluca Firrisi: «Lo scorso 24 dicembre siamo venuti a sapere – non attraverso un confronto formale, non tramite corrette relazioni sindacali, ma per voce dei colleghi – che, a causa della mancanza di medici, si sarebbe deciso di chiudere il reparto di Psichiatria. Una notizia di questa gravità, comunicata in questo modo e in quel momento, è inaccettabile sul piano del merito e del metodo».
Il sindacato denuncia pubblicamente una situazione che, se attuata, rischia di compromettere l’assistenza ai pazienti psichiatrici più fragili. La decisione riguarderebbe i 13 posti letto di degenza per pazienti acuti di Psichiatria dell’ospedale di Cittiglio.
“Così non si governa la sanità”
Gianluca Firrisi contesta il fatto che non vi sia stato alcun confronto preventivo né un piano condiviso per affrontare la situazione: «Come organizzazione sindacale esprimiamo profonda indignazione e forte preoccupazione per il modo in cui questa Amministrazione sta gestendo una questione delicata, con gravi ricadute sulla salute dei cittadini e sulle condizioni di lavoro del personale».
Già la scorsa estate, la psichiatria di Cittiglio aveva fatto notizia perché un paziente, in evidente stato di alterazione, era stato trovato nudo nel cortile dell’ospedale, richiedendo l’intervento delle forze dell’ordine. Quell’episodio aveva fatto emergere la criticità del reparto che, di notte, doveva fare riferimento a Varese perchè non aveva più psichiatri di guardia. La crisi è andata acuendosi perchè la Sette Laghi non è riuscita a risolvere il problema della carenza di specializzati.
“A rischio assistenza e sicurezza”
«La chiusura dei posti letto per acuti non è una misura di poco conto» denuncia Firrisi che sottolinea come l’interruzione dell’attività di ricovero psichiatrico potrebbe determinare l’interruzione della continuità assistenziale per i pazienti più fragili, un aumento degli accessi impropri ai Pronto Soccorso, già sotto forte pressione, difficoltà nella gestione di situazioni critiche nei reparti, senza il supporto specialistico e un aggravio sulle spalle del personale, già sottoposto a carichi di lavoro pesanti e a tensioni organizzative
“Serve chiarezza e confronto”
Il sindacato lamenta anche la totale assenza di corrette relazioni sindacali. «Apprendere una notizia di questa gravità tramite i racconti dei colleghi, senza nessuna informazione ufficiale o confronto con RSU e sigle rappresentative, è un atto grave – spiega Firrisi – Così si alimentano solo insicurezza e confusione tra i lavoratori».
Le richieste della UIL FPL
La UIL FPL chiede con urgenza un confronto immediato con la direzione per chiarire tempi e intenzioni riguardo la chiusura dei 13 posti letto, un piano alternativo per garantire continuità assistenziale e tutela per i pazienti, garanzie per il personale, in termini di sicurezza, carichi di lavoro e prospettive professionali, il ripristino delle corrette relazioni sindacali, con un coinvolgimento reale e trasparente delle parti sociali e comunicazioni formali, anche alla RSU, finora del tutto escluse dal processo decisionale
«La salute mentale non può essere sacrificata per prime quando mancano risorse o personale» – conclude Fiorrisi – «Chi governa la sanità deve assumersi la responsabilità di programmare, prevenire e condividere le scelte, non scaricare su lavoratori e pazienti il peso dell’improvvisazione».
Replica dell’Asst Sette Laghi
Riportiamo integralmente la nota aziendale
La carenza di psichiatri rappresenta un problema di rilevanza nazionale. Le ricadute sulla Psichiatria di Cittiglio, acuitesi nel periodo post-Covid, sono ben note non solo alla Direzione aziendale, ma anche alle organizzazioni sindacali, più volte coinvolte sul tema, in particolare nel corso dell’estate scorsa.
Per farvi fronte, la Direzione aziendale e la Direzione del Dipartimento di Salute Mentale hanno attivato numerose iniziative finalizzate al reclutamento di professionisti, con l’obiettivo di garantire una prospettiva di stabilità al reparto, valutando ove necessario una rimodulazione dell’attività. In particolare, oltre all’indizione di un concorso a tempo indeterminato e al mantenimento di un avviso aperto per il reclutamento in libera professione, sono stati avviati contatti con altre aziende sociosanitarie ed è attualmente in corso l’iter per l’eventuale utilizzo delle relative graduatorie.
Parallelamente, è stato definito un piano di collaborazione particolarmente strutturato con la Psichiatria di Varese, i cui professionisti stanno fornendo un supporto significativo alle attività del Verbano. Ulteriori azioni di potenziamento sono state inoltre rese possibili grazie alla disponibilità della Direzione delle Professioni Sociosanitarie, con specifico riferimento all’ambito riabilitativo.
Si tratta di un insieme di interventi articolato, intenso e tuttora in evoluzione, i cui esiti, per quanto concerne il reclutamento di nuovi psichiatri, non sono ancora prevedibili. Per tale ragione, l’attuale assetto organizzativo non è stato modificato e non è stato pertanto possibile sottoporre eventuali nuove proposte alle organizzazioni sindacali.
Si rassicurano infine le organizzazioni sindacali che verranno tempestivamente aggiornate non appena emergeranno elementi di novità e che l’impegno della Direzione resta pienamente orientato a garantire la continuità del servizio, valutando ogni possibile rimodulazione organizzativa al fine di mantenerne inalterata la qualità.
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