Un Natale speciale al carcere Miogni: la slitta di Babbo Natale “atterra” tra i detenuti e le loro famiglie
La casa circondariale Miogni ha ospitato una festa di Natale per ricostruire i legami familiari, grazie alla collaborazione tra associazioni, volontari e direzione del carcere
Un pomeriggio di festa, dolci e abbracci al carcere Miogni di Varese, dove la magia del Natale ha raggiunto anche chi vive oltre le sbarre. Domenica, grazie al progetto Officina dei Legami, le famiglie dei detenuti hanno potuto ritrovarsi per una merenda natalizia speciale, con tanto di arrivo di Babbo Natale nel cortile dell’istituto penitenziario.
Una festa per ricostruire i legami
L’iniziativa, promossa dall’associazione Bambini senza sbarre insieme alla direzione del carcere e alla responsabile giuridico pedagogica Serena Pirrello, ha trasformato per qualche ora gli spazi della casa circondariale in un luogo di normalità, dove il tempo si è fermato per lasciare spazio agli affetti.
A rendere tutto più magico ci ha pensato Michele Salvo, inviato dall’ASD San Michele Calcio nei panni di uno speciale Babbo Natale, capace di far sorridere grandi e piccini. Ai bambini è stato consegnato anche un regalo, donato dalla Casa del Giocattolo Solidale di Varese.
Il valore di un abbraccio
Oltre ai dolci, ai giochi e ai pacchetti colorati, ciò che ha reso davvero significativa la giornata è stato il tempo condiviso. Madri, padri e figli hanno potuto riabbracciarsi, parlare, ridere, stare insieme in un contesto che ha restituito per un momento la dimensione dell’intimità familiare.
«La forza dei legami familiari è fondamentale anche nel percorso rieducativo – ha ricordato Serena Pirrello – e iniziative come questa restituiscono dignità e umanità alle relazioni, spesso segnate dalla distanza».
Il Natale che supera i muri
Il progetto Officina dei Legami nasce proprio per favorire e sostenere il diritto alla genitorialità, anche in situazioni di detenzione. L’obiettivo è creare occasioni di incontro in un clima accogliente, dove i bambini possano vivere esperienze positive con i propri genitori.
Una merenda, qualche risata, un dono da scartare: a volte basta poco per trasformare un luogo chiuso in uno spazio di luce. E domenica, tra i muri del Miogni, il Natale ha dimostrato ancora una volta di saper superare anche le barriere più alte.
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