Caos in via Como a Varese per un videoclip: la Lega invoca misure per la sicurezza
Forze dell'ordine mobilitate per un set improvvisato mentre a poca distanza si consumavano aggressioni reali. La Lega attacca la giunta Galimberti: «Città fuori controllo, serve tolleranza zero contro il degrado»
Il confine tra finzione e realtà si è fatto pericolosamente sottile nel tardo pomeriggio di giovedì 22 gennaio, quando via Como è diventata il palcoscenico di un’improvvisata che ha tenuto col fiato sospeso i residenti di Varese. Tra le grida in mezzo alla strada e il massiccio intervento delle volanti della Polizia di Stato e delle auto di servizio dei Carabinieri, l’allarme è scattato a tarda sera. Decine di chiamate al 112 descrivevano una situazione di emergenza che, solo dopo l’arrivo in forze degli agenti, si è rivelata essere la registrazione di un videoclip musicale non autorizzato. Un episodio che ha trasformato un’area centrale in un campo di tensione, esacerbata dal fatto che, a poca distanza e in modo del tutto slegato dal set, si stava consumando un fatto di cronaca reale: l’aggressione a un ragazzo trovato sanguinante fuori da un negozio e il successivo assalto alla famiglia che aveva tentato di prestargli soccorso.
L’eco di quanto accaduto non si è spenta con il rientro delle pattuglie, ma ha innescato una reazione politica molto dura da parte della Lega, che descrive una “città ormai irriconoscibile”. I rappresentanti locali del Carroccio hanno espresso profonda preoccupazione per quello che definiscono l’ennesimo segnale di un declino inarrestabile. Secondo la sezione cittadina della Lega Varese, l’episodio di via Como non è un caso isolato ma il sintomo di una “terra di nessuno” dove la sicurezza è venuta meno. Gli esponenti del partito puntano il dito contro l’amministrazione, affermando che la responsabilità politica ricade direttamente sul sindaco Galimberti e sulla sua giunta. Lamentano inoltre una Polizia Locale ridotta all’osso e criticano l’assessore Catalano, accusato di aver derubricato per anni questi problemi a semplici “questioni di percezione”, ignorando la raffica di furti che sta colpendo i quartieri. «A ciò si aggiunge una preoccupante raffica di furti nelle abitazioni che sta colpendo ogni quartiere della città e non sembra fermarsi, con residenti costantemente allarmati e lasciati soli in balia dei malviventi – continua il comunicato della Lega firmato da Bordonaro -. In passato si è parlato a lungo della figura del vigile di quartiere, ma anche su questo fronte le promesse sono rimaste lettera morta e i cittadini continuano a sentirsi abbandonati. Per individuare soluzioni concrete, la Lega Varese proporrà l’istituzione di un tavolo per la sicurezza allargato, che coinvolga le associazioni dei commercianti, i cittadini e anche le forze di opposizione. Non è più accettabile che problemi seri e quotidiani vengano sistematicamente minimizzati dall’amministrazione comunale, impedendo di affrontare con decisione le criticità legate alla sicurezza, ai furti nelle abitazioni e al degrado che interessa troppe zone della città».
Il clima di esasperazione è stato riassunto dall’intervento del deputato Stefano Candiani, che ha definito l’accaduto un esempio di come gruppi organizzati cerchino di imporre la propria regola impossessandosi delle strade: «È l’esempio di Maranza, gruppi organizzati di stranieri che vogliono imporre la loro regola impossessandosi di una strada, dando messaggi al limite del criminale, se non addirittura l’istigazione dei reati.
Questa è una situazione intollerabile per qualsiasi città e per Varese in particolare. Non possiamo permettere che passi il messaggio che chi vive nel nostro paese possa fare disprezzo delle leggi di convivenza civile e dimostrare con queste azioni di essere in possesso delle strade di potere fare ciò che vogliono.
Occorre una repressione forte, un messaggio chiaro da parte delle istituzioni e ce lo aspettiamo a partire dall’amministrazione comunale. Il sindaco di Varese Galimberti impieghi il tempo che gli resta nell’amministrare la città per dare questo tipo di messaggi, smettendola con la retorica dell’integrazione impossibile rispetto a gente che dimostra invece disprezzo per le nostre regole di convivenza civile».
Strada bloccata a Varese per il rapper che vuole girare il video clip
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