Ansia per il futuro e difficoltà nelle relazioni: al consultorio la Casa di Varese un gruppo per “adolescenti tardivi”
Un’iniziativa gratuita del Consultorio di via Crispi per rispondere al crescente bisogno di supporto psicologico nella fascia 18-27 anni, con confronto guidato e sostegno tra pari
Compire 18 anni non coincide più, automaticamente, con l’ingresso nell’età adulta. È una soglia simbolica che spesso apre a una fase di smarrimento: improvvisamente chiamati a scegliere – studi, lavoro, relazioni – molti giovani si trovano senza punti di riferimento chiari. L’orizzonte del futuro appare incerto, le aspettative sono alte, la pressione a “trovare la propria strada” è forte.
Adolescenti fino a 25 anni
L’adolescenza, oggi, si prolunga fino ai 25 anni e oltre: si resta più a lungo in famiglia, si rimandano decisioni definitive, si vive una sensazione di sospensione.
In questa terra di mezzo emergono ansia, fatica nelle relazioni, difficoltà a immaginarsi nel domani. Non sempre il disturbo è conclamato, a volte è un malessere sottile che pesa e rischia di isolare.
Gruppi tra pari
Il Consultorio “La Casa di Varese” da anni offre supporto psicologico e psicoterapeutico sul territorio. Le richieste sono in costante aumento e le liste d’attesa sempre più lunghe, nonostante la presenza di un’équipe composta da undici operatori tra psicologi, psicoterapeuti e pedagogisti.
Accanto alla presa in carico individuale degli adulti, il consultorio segue minori e adolescenti in collaborazione con NPIA, servizi sociali e tutela, spesso in situazioni complesse e con percorsi lunghi e articolati.
Negli anni scorsi è stato avviato un progetto di gruppi terapeutici per minori e adolescenti, con l’obiettivo di intercettare precocemente il disagio e offrire uno spazio condiviso di elaborazione.
Gli adolescenti tardivi
Da quell’esperienza si è capito che, oggi, il bisogno si è ulteriormente ampliato e riguarda anche quella fascia definita degli “adolescenti tardivi”: giovani tra i 18 e i 27 anni che, fuori dai contesti dei minori non trovano risposte adeguate con l’offerta adulta. Come spiega il dottor Leandro Gentili, psicologo che segue i gruppi adolescenti, esiste un vero e proprio “vuoto” tra i 18 anni e l’età adulta. Fino ad ora l’offerta era quasi esclusivamente individuale per gli over 18, ma molte richieste arrivavano “sotto soglia”: ansia per il futuro, difficoltà nelle relazioni, incertezza sulle scelte di vita. Situazioni non gravi, ma comunque faticose.
Modello terapeutico tra pari
Da qui l’idea di attivare gruppi di sostegno psicologico dedicati alla fascia 18-27 anni. Una scelta che risponde a due esigenze: accorciare i tempi di presa in carico e proporre un modello terapeutico tra pari. Il gruppo, infatti, è un potente amplificatore delle dinamiche sociali.
Quando il malessere riguarda lo smarrimento esistenziale, le relazioni, il senso di solitudine, il confronto con coetanei, che vivono difficoltà simili, diventa un contenitore capace di restituire significato. «Quando uno si sente solo, il peso raddoppia – spiega il dottor Gentili –. Nel gruppo, invece, si scopre che certe fatiche sono condivise».
Riconoscere il senso di smarrimento
Spesso i giovani non riescono nemmeno a dare un nome a ciò che stanno vivendo: non si tratta di attacchi di panico o comportamenti estremi, ma di una confusione diffusa, di un senso di inadeguatezza, di una difficoltà a stare nelle relazioni. Parlare insieme consente di riconoscere lo smarrimento e di non affrontarlo in solitudine. Il gruppo non è pensato come spazio di cura specialistica, ma come luogo di valorizzazione delle risorse personali e relazionali, orientato al benessere.
La necessità di darsi etichette per sentirsi ascoltati
La referente dei servizi per gli adolescenti Samuela Bernacchi sottolinea come, nel tempo, sia cambiato il modo di esprimere il disagio. Se in passato prevaleva la tendenza a negare i propri bisogni, oggi si assiste talvolta al fenomeno opposto: una forte ricerca di etichette che rischia di amplificare fragilità e difficoltà. I giovani chiedono di essere ascoltati, di essere riconosciuti nella loro complessità. Il gruppo offre uno spazio protetto in cui condividere esperienze, paure e aspettative, senza giudizio.
Incontri gratuiti ogni due settimane
Gli incontri sono gratuiti, con accesso previo contatto telefonico o via email. Dopo una prima richiesta, è previsto un colloquio di accoglienza con uno degli operatori del gruppo, utile a comprendere il bisogno e a escludere situazioni di particolare gravità che richiedano un percorso individuale specialistico. Raggiunto il numero minimo di partecipanti, il gruppo viene avviato.
Per accedere al gruppo di sostegno psicologico è possibile telefonare al nr 0332 238079 o scrivere un’email a consultorio@lacasadivarese.it
Il percorso prevede otto incontri, a cadenza quindicinale, il giovedì dalle 19 alle 20.30. La formula – sperimentale fino all’estate, con successiva valutazione – è condotta da due operatori (psicologi o psicoterapeuti).
Ogni appuntamento alterna discussione guidata sui temi individuati, confronto libero tra pari e attività strutturate per stimolare riflessione e consapevolezza. Possono essere utilizzati materiali di stimolo, esercizi di meditazione, esempi concreti o altre sollecitazioni utili a innescare reazioni ed elaborazioni personali, con l’obiettivo di fornire strumenti per gestire stress e difficoltà relazionali.
Il bisogno è trasversale
L’utenza è trasversale per genere e provenienza sociale spiega la dottoressa Bernacchi. Ciò che accomuna i partecipanti è il bisogno di trovare un luogo in cui sentirsi compresi e accompagnati in una fase di passaggio complessa.
Il consultorio della Casa, inoltre, opera in rete con altri presìdi territoriali attraverso il Centro per la Famiglia e sportelli di libero accesso a Malnate (Caritas), San Fermo, alla Kolbe di Varese e a Bisuschio, per favorire un primo aggancio e intercettare precocemente il disagio.
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