Idee, passione e impegno civile nell’ultimo saluto laico a Giorgio Malnati

Sala del Commiato gremita per ricordare il sindacalista e militante politico. Tra colleghi, amici e istituzioni, il ricordo di una vita spesa per i diritti e la passione civile

funerale giorgio malnati

L’altare della Sala del Commiato di Giubiano a Varese era avvolto nella bandiera dell’Ulivo, quella con le firme di tutti i leader nazionali, che Giorgio Malnati si metteva sulle spalle come una corazza per affrontare le tante battaglie politiche. Un simbolo identitario, carico di memoria e di lotte, che ha accompagnato l’ultimo saluto laico a una figura che ha segnato la vita sindacale e politica del territorio.

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Proprio quella stessa bandiera aveva segnato il primo incontro con un Davide Galimberti giovanissimo, come il sindaco di Varese ha ricordato nella sua testimonianza, ripercorrendo un legame nato sotto il segno di un impegno condiviso. Nella sala gremita di persone c’erano davvero tutti: sindacalisti della BTicino, della Fiom Cgil, colleghi di lavoro, rappresentanti dell’Anpi provinciale e cittadina, esponenti della politica locale. Una comunità riunita attorno a un uomo che ha fatto della coerenza e della determinazione la cifra della propria vita pubblica.

funerale giorgio malnati

Mario Agostinelli, amico fraterno ed ex segretario regionale della Cgil, ha ricordato le lotte sindacali condotte da Giorgio alla BTicino per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori. Una battaglia che lo ha riguardato personalmente e che è stata vinta con tenacia, diventando emblema di un impegno mai arretrato di fronte alle difficoltà. Parole che hanno restituito il ritratto di un uomo capace di coniugare visione politica e concretezza quotidiana.

Toccante il ricordo del nipote che, con la voce rotta dall’emozione, ha rievocato i momenti trascorsi con il nonno, riportando la cerimonia alla dimensione più intima e familiare. Accanto al militante e al sindacalista, è emerso così l’uomo degli affetti, delle attenzioni, della presenza discreta.

Molti amici hanno voluto sottolineare la sua infinita passione per la Cina e la curiosità con cui osservava il mondo, sempre pronto a interrogarsi e ad approfondire. «Mio padre era veramente felice quando aveva un’idea nuova e si metteva subito in moto per realizzarla e condividerla» ha ricordato la figlia Laila che sull’altare laico, insieme alla sorella Mara, ha posizionato le foto del padre con la moglie Anna, e alcuni libri sull’evoluzione e sull’origine della vita, temi che avevano sollecitato la vivace curiosità di Giorgio. Su uno schermo posizionato accanto, tra decine di riviste dedicate alla cultura cinese, scorrevano le immagini della vita pubblica e famigliare.

funerale giorgio malnati

La cerimonia si è conclusa con una lettura di Margherita Hack: «Siamo fatti della materia degli astri. Siamo figli delle stelle». Un saluto che ha unito razionalità e poesia, memoria e futuro.

Poi, l’addio con le sue stesse parole: “Ciao passerotto”.

“Grazie Giorgio per quel nostro pezzo di strada percorso insieme”

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Pubblicato il 24 Febbraio 2026
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