Il Fontanile della Valletta: la replica del Comune di Casciago tra tutela ambientale e senso civico
Polemiche sulla manutenzione alla "Valletta": il Comune di Casciago chiarisce il piano di interventi tra volontariato e tutela dell'ecosistema
«La tutela del Fontanile è una responsabilità condivisa». Con queste parole l’amministrazione comunale di Casciago interviene nel dibattito sollevato da una lettera di un lettore pubblicata su VareseNews, fornendo un quadro puntuale delle attività svolte e della pianificazione futura per l’area della “Valletta”.
Contrariamente a quanto percepito da alcuni, il Comune sottolinea come l’area sia oggetto di un impegno strutturato e costante, condotto in sinergia con le GEV e la Protezione Civile Valtrinella.
Ogni anno vengono garantiti interventi di alcio dell’erba e contenimento della vegetazione infestante; sistemazione delle staccionate e verifica delle strutture; pulizia settimanale dei cestini.
L’amministrazione annuncia inoltre che per il 14 e 15 marzo è già calendarizzata, all’interno dell’esercitazione provinciale di Protezione Civile, una pulizia straordinaria con il ripristino del ponticello e un riordino complessivo.
Un habitat naturale, non un giardino urbano
Uno dei punti centrali della nota riguarda la natura stessa del sito: «Il Fontanile non è un parco urbano ornamentale, ma un habitat naturale con biodiversità significativa».
Questo implica una gestione che eviti interventi invasivi per non compromettere l’equilibrio ecosistemico. Una manutenzione rispettosa può dunque offrire una «percezione visiva diversa rispetto a un giardino urbano», ma risponde a precisi criteri di tutela ambientale che il Comune intende mantenere.
Il nodo della proprietà e l’appello ai cittadini
L’amministrazione ricorda che l’area è di proprietà privata. Questo regime giuridico limita la possibilità di un piano strutturale finanziato interamente con risorse pubbliche. Nonostante ciò, il presidio è garantito grazie al lavoro dei volontari e alla dedizione degli operatori comunali, che spesso intervengono volontariamente per rimuovere i rifiuti abbandonati dopo picnic o utilizzi impropri.
«Il rispetto di un’area naturale non può prescindere dal senso civico di chi la frequenta – conclude la nota del sindaco e dell’amministrazione –. Siamo disponibili a confronti costruttivi, convinti che la valorizzazione passi da un lavoro continuo e concreto, non da valutazioni parziali».
Il Fontanile della Valletta
È un luogo naturale, al confine tra Varese e Casciago, dove il tempo sembra essersi fermato. È la “Valletta” (o Valéta, in dialetto), un’area verde situata a sud del massiccio del Campo dei Fiori, proprio nell’incisione dove sgorga il torrente Valle Luna.
Il fontanile, storicamente appartenuto alla nobile famiglia Bianchi (poi Bianchi d’Adda), era parte di una masseria che governava vigne e casali. Nel 1824, la proprietà passò ad Antonio Tallachini, imprenditore visionario che intuì il potenziale dell’acqua per triplicare la resa agricola. Fu lui a incentivare la coltivazione dei gelsi per i bachi da seta, aprendo nel 1845 la prima filanda del territorio e dando lavoro stagionale a moltissime donne e contadine del luogo.
Il segreto dell’acqua: le marcite e la “proprietà di popolo”
Una curiosità tecnica rende questo luogo ancora più affascinante: l’acqua del fontanile sgorga a una temperatura costante di 12 gradi, anche in pieno inverno. Questa caratteristica permise alla famiglia Campiotti, proprietaria dei terreni durante la Seconda Guerra Mondiale, di creare delle marcite. Grazie al calore dell’acqua, l’erba cresceva anche nei mesi freddi, permettendo fino a nove tagli di fieno all’anno a partire da febbraio.
Nonostante sia stato per secoli in mano privata, il fontanile è sempre stato concesso in uso alla comunità. L’ultimo intervento di recupero e restauro corposo è datato 2011, grazie a una nuova convenzione pubblico-privata. Questo “luogo magico” è da allora accessibile a tutti, raggiungibile facilmente a piedi sia da Casciago (dove è disponibile un parcheggio) che da Masnago. Ora si attende il nuovo intervento di “restauro” per farlo tornare all’antico splendore.
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