“L’ho conosciuto in rete, è un medico americano“, ma è una truffa: processo a Varese dopo i quattro bonifici
Una storia che mette ancora una volta in luce il fenomeno delle cosiddette “romance scam”, truffe sentimentali online che colpiscono persone sole o emotivamente fragili, facendo leva su promesse d’amore e progetti di vita condivisi che, in realtà, non sono mai esistiti
Aveva da poco perso la madre e si era separata dal marito quando è finita nella rete di una sofisticata truffa sentimentale orchestrata – secondo l’accusa – da tre cittadini nigeriani. Una vicenda dolorosa, emersa nell’ambito di un procedimento per truffa aggravata, che vede imputati tre uomini: uno già messo alla prova (Map), uno a processo residente a Savona e un terzo attualmente irreperibile.
Tutto ha inizio nell’estate del 2021, quando la donna conosce su Facebook un uomo che si presenta come medico americano impegnato in missioni umanitarie per conto dell’ONU in Medio Oriente. Sul profilo social una sola fotografia, pochi dettagli, ma messaggi affettuosi e rassicuranti.
L’uomo le promette di raggiungerla presto in Italia per iniziare una nuova vita insieme. «Mi ha detto che era americano, che voleva venire a stare in Italia con me», ha raccontato la donna nella denuncia. Le conversazioni proseguono anche su hangouts (un sistema di mssaggistica e comunicazione sviluppata da Google, che consente di inviare messaggi, effettuare chiamate VoIP e videochiamate di gruppo gratuitamente ndr), con toni sempre più intimi.
In quel periodo la vittima stava affrontando un momento di estrema fragilità: la morte della madre e la recente separazione. Proprio l’eredità ricevuta – i risparmi della madre – diventa il bersaglio dei truffatori: nel giro di circa un mese e mezzo, la donna effettua quattro bonifici per un totale di 21.200 euro.
Il primo versamento sarebbe servito – secondo quanto prospettato dal sedicente medico – a coprire una procedura interna all’Onu per il prepensionamento e la scelta del medico sostituto tra tre candidati.
Segue la richiesta di pagamento di una presunta assicurazione necessaria per consentire il trasferimento in Italia.
Poi un ulteriore bonifico per presunte spese universitarie della figlia dell’uomo.
Infine, l’ultima richiesta: 5 mila euro per pagare l’Iv su un pacco bloccato alla dogana di Malpensa, contenente – a dire dell’uomo – effetti personali e denaro destinati alla donna. Pacco che, secondo l’accusa, non è mai esistito.
Uno dei bonifici è diretto nel Regno Unito, gli altri tre partono da conti di Poste Italiane. I flussi di denaro risultano indirizzati a due diversi conti correnti intestati a persone differenti, almeno una delle quali di nazionalità nigeriana.
Determinante l’attività della Polizia Postale e delle Comunicazioni, che ha raccolto la denuncia della parte offesa e ricostruito i movimenti bancari e le comunicazioni telematiche.
In aula, un testimone della Postale ha riferito di aver lavorato sugli account Instagram e Facebook utilizzati per la truffa e sui conti correnti postali da cui erano partiti i bonifici. L’analisi dei messaggi scambiati su Hangouts avrebbe confermato la natura sentimentale dell’approccio e la progressiva escalation delle richieste economiche.
Le indagini hanno inoltre evidenziato come analoghi bonifici sarebbero stati effettuati da più donne, delineando un presunto schema seriale.
Il procedimento è approdato in aula (giudice monocratico Davide Alvigini) e riaggiornato al prossimo il 21 settembre. A difendere la parte offesa è l’avvocato Giordano Dagrada, che ha sottolineato la condizione di particolare vulnerabilità della sua assistita al momento dei fatti.
L’accusa contesta ai tre imputati di aver agito sfruttando una falsa identità e una relazione affettiva costruita ad arte per indurre la donna in errore e ottenere ingenti somme di denaro.
Una storia che mette ancora una volta in luce il fenomeno delle cosiddette “romance scam”, truffe sentimentali online che colpiscono persone sole o emotivamente fragili, facendo leva su promesse d’amore e progetti di vita condivisi che, in realtà, non sono mai esistiti.
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