Pedaggio Milano-Meda, Galimberti sposa la battaglia del Patto per il Nord: “Danno per i pendolari”
Il sindaco di Varese annuncia una mozione in Consiglio Comunale contro il pagamento della tratta: "Costi inaccettabili fino a 7 euro al giorno, l'arteria deve restare gratuita"
La battaglia contro l’introduzione del pedaggio sulla Milano-Meda (SP35) sbarca a Palazzo Estense. In apertura dell’ultima seduta del Consiglio Comunale, il sindaco Davide Galimberti ha preso una posizione netta, facendo propria la mozione promossa dal movimento Patto per il Nord, un chiaro segnale ai “rivali” del movimento, vale a dire gli esponenti della Lega.
Una tassa sui pendolari
Al centro della polemica c’è la trasformazione della Tratta B2 della Pedemontana Lombarda, che trasformerà la storica superstrada in un’arteria a pagamento. Secondo le stime del movimento, i costi per chi percorre quotidianamente la tratta potrebbero toccare i 7 euro al giorno, una cifra definita insostenibile per i lavoratori e per l’economia del territorio.
“È un’istanza che faccio mia – ha spiegato Galimberti – perché ritengo necessario limitare il pedaggio e tutelare i tanti pendolari varesini e lombardi che percorrono quella strada. Proporrò al Consiglio di votare una mozione per sostenere ufficialmente questa battaglia”.
La mobilitazione del territorio
L’iniziativa del sindaco si inserisce in un clima di forte protesta che ha già visto il Patto per il Nord organizzare presidi, come quello dello scorso 31 gennaio nei pressi di via Bellerio a Milano. Il movimento ha inoltre inviato 470 PEC ai sindaci lombardi per fare fronte comune contro quella che viene definita un’operazione per “fare cassa” su una strada già pagata dai cittadini nel corso degli anni.
Difesa della mobilità
La richiesta è chiara: mantenere la gratuità storica della Milano-Meda per garantire la libera circolazione e proteggere lavoratori e imprese da ulteriori costi di mobilità. “È un danno inaccettabile – sottolineano i promotori della mozione – che colpisce direttamente chi si sposta per necessità”.
Con il passaggio in Consiglio Comunale, Varese si prepara dunque a unirsi formalmente al fronte dei comuni che chiedono a Regione Lombardia e ai gestori di rivedere i piani tariffari della Pedemontana, evitando che il completamento dell’opera ricada interamente sulle tasche dei cittadini.
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