“Lo spirito dei luoghi”: quando arte e impresa si incontrano nella bellezza
A Materia Spazio Libero presentato il libro Nature di Paola Margnini: un progetto che unisce fotografia, mecenatismo e valorizzazione del territorio dei laghi
Un dialogo sulla bellezza tra arte, impresa e territorio. È questo il cuore dell’incontro “Lo spirito dei luoghi: dialogo sulla bellezza tra Arte e Impresa”, occasione per presentare a Materia Spazio Libero il libro Nature di Paola Margnini, primo volume della collana “Lo spirito dei luoghi, artisti del territorio dei laghi”, curata da Carlo Meazza e sostenuta dall’imprenditore Antonio Salomone.
Una serata che, come ha sottolineato il giornalista di VareseNews Michele Mancino, ha preso avvio dalle immagini ma si è allargata a una riflessione più ampia: «ci siamo chiesti da dove nasce la bellezza, se è qualcosa solo da contemplare oppure qualcosa che una comunità può scegliere di custodire sostenere e far crescere».
La bellezza come alleanza tra mondi diversi
Il tema centrale è stato proprio il rapporto tra arte e impresa, letto attraverso la lente del mecenatismo contemporaneo. Mancino ha richiamato l’esempio del Rinascimento fiorentino, dove «era stato possibile creare tutta quella bellezza perché c’era stata un’unione di intenti tra banche, artisti e commercianti», sottolineando come oggi sia necessario ricostruire una simile alleanza sui territori.
In questa direzione si inserisce il progetto editoriale che vede coinvolti artisti e imprenditori locali, con l’obiettivo non solo di valorizzare il talento, ma anche di custodire la memoria del paesaggio. Un impegno che l’imprenditore Antonio Salomone – di Italiana Ponti Radio – ha scelto di sostenere con continuità, andando oltre la logica della sponsorizzazione: «provammo a donare noi una stazione, a fare noi un passo verso la città», ha raccontato ricordando una delle iniziative realizzate per il territorio.
Un approccio che si traduce anche nel sostegno alla cultura: «non è un’operazione una tantum, ma una collana che proseguirà nel tempo», è stato ribadito nel corso della partecipata serata a Materia.

“Nature”, lo sguardo sulla natura e sul tempo
Protagonista dell’incontro è stato il libro Nature di Paola Margnini, un lavoro fotografico che attraversa paesaggi, dettagli e figure umane, restituendo una visione intima e poetica del territorio dei laghi.
«Fotografo in maniera molto istintiva… mi piace bloccare il momento, guardare i particolari», ha spiegato l’autrice, sottolineando come la sua ricerca non sia legata alla perfezione tecnica, ma alla capacità di cogliere ciò che spesso sfugge allo sguardo quotidiano.
Le immagini raccontano una natura viva, in trasformazione, dove il tempo lascia tracce visibili: foglie gelate, fiori ribelli, paesaggi essenziali. «Mi piace fotografare un paesaggio riuscendo a cristallizzare l’immagine, a celebrare la natura di questo territorio», ha aggiunto Margnini.
Un lavoro che dialoga anche con la parola, grazie ai testi poetici presenti nel volume, e che si intreccia con la dimensione personale e affettiva dell’autrice.
Lo sguardo del curatore: la forza del dettaglio
Carlo Meazza, fotoreporter e curatore della collana, ha evidenziato la cifra distintiva del lavoro di Margnini: «ha saputo vedere delle cose piccole che altrimenti non si vedono: è uno sguardo che cerca una propria anima nelle immagini».
Per Meazza, la fotografia è anche uno strumento per interrogare il tempo e il rapporto con i luoghi, tema che sarà al centro del prossimo volume della collana, intitolato La misura del tempo. Un progetto che coinvolgerà tre giovani artiste, chiamate a confrontarsi su un tema comune attraverso linguaggi e sensibilità differenti.
Un progetto che guarda al futuro
La collana “Lo spirito dei luoghi” nasce con l’intento di costruire nel tempo un racconto corale del territorio, mettendo in dialogo arte, impresa e comunità. Un percorso che, come emerso durante la serata, ha anche una valenza civile.
«Chi abita in questi luoghi… ha il compito di preservare questa bellezza», ha ricordato Margnini, sottolineando l’importanza di uno sguardo attento e responsabile verso l’ambiente.
Un messaggio condiviso dai presenti e rilanciato dagli organizzatori: investire nella bellezza non è un gesto accessorio, ma una scelta culturale e sociale. Un patto tra chi crea, chi produce e chi vive il territorio, capace di generare valore nel tempo.
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