Dove le altre banche se ne vanno, le Bcc restano

Sportelli, soci e credito all’economia reale: a dieci anni dalla riforma il Credito Cooperativo rivendica il proprio ruolo nei territori e guarda alle opportunità dell’euro digitale

banche

Bastano due numeri per capire che il modello del credito cooperativo in molte province italiane, a cominciare  da quella di Varese, rappresenta ormai la banca di prossimità per definizione. Con 215 banche e oltre 4.100 sportelli, le bcc sono spesso l’unica presenza bancaria in centinaia di comuni italiani. Oggi più di uno sportello bancario su cinque in Italia appartiene a una Bcc, il 21,5% del totale nazionale. Un dato che fotografa il ruolo del credito cooperativo quale principale argine alla desertificazione bancaria che sta interessando molte aree del Paese, provincia di Varese compresa.
Una realtà che può contare su una base sociale che ormai supera il milione e mezzo di soci, con una raccolta da clientela di 208 miliardi di euro e impieghi lordi per 146,6 miliardi. Numeri che confermano il ruolo delle banche cooperative nel sostegno all’economia reale, con quote di mercato particolarmente significative nei settori dell’agricoltura, del turismo, dell’artigianato e del Terzo Settore.
Numeri che hanno tenuto banco all’assemblea annuale di Federcasse, a dieci anni dalla riforma del credito cooperativo, introdotta da un titolo ambizioso e sfidante: “Generare futuri. 135 anni della Rerum Novarum, 80 anni della Repubblica, 10 anni della Riforma delle BCC”.

RICONFERMATO DELL’ERBA

Nel corso della giornata Augusto Dell’Erba è stato riconfermato alla presidenza della Federazione nazionale delle Bcc, Casse rurali e Raiffeisen per il triennio 2026-2029. Nella relazione del Consiglio nazionale è stato tracciato un primo bilancio del decennio successivo alla riforma del 2016. Un periodo attraversato da pandemia, inflazione, rialzo dei tassi e tensioni geopolitiche, durante il quale le Bcc hanno continuato a sostenere famiglie e imprese. «L’obiettivo che dieci anni fa avevamo nella interlocuzione e negoziazione con i decisori – quello di cambiare senza snaturare – è stato raggiunto», ha sottolineato Dell’Erba. Un risultato che, secondo il presidente, non rappresenta un punto d’arrivo ma una prospettiva per continuare a sviluppare il sistema mantenendo al centro mutualità e comunità.

LO SPIRITO COOPERATIVO DELL’EURO DIGITALE

Tra i momenti centrali dell’assemblea la “Lectio cooperativa europea” affidata a Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea e presidente della task force dell’Eurosistema per l’euro digitale. Il suo intervento ha messo in relazione la storia del movimento cooperativo con una delle principali innovazioni monetarie dei prossimi anni. «La fiducia è anche il fondamento che sostiene l’attività bancaria e consente alle banche commerciali di emettere moneta. Il vostro movimento cooperativo è nato proprio per rendere questa fiducia reciproca», ha ricordato Cipollone, richiamando l’esperienza delle prime casse rurali fondate da Leone Wollemborg.
Secondo il rappresentante della Bce, l’euro digitale nasce per garantire che la moneta pubblica continui a svolgere il proprio ruolo in un’economia sempre più digitale. Non come sostituzione del contante, ma come suo complemento. «L’euro digitale non ha quindi soltanto l’obiettivo di garantire che gli europei conservino la propria sovranità monetaria. Offre anche alle banche l’opportunità di mantenere e sviluppare le relazioni con la clientela in un mondo sempre più digitale» dice Cipollone.

INNOVAZIONE E PROSSIMITÀ

Un passaggio particolarmente significativo per il sistema cooperativo riguarda il mantenimento del rapporto con i clienti. «L’euro digitale lascia la relazione con il cliente nelle mani della banca», ha spiegato Cipollone, sottolineando come il nuovo strumento possa rafforzare il ruolo degli istituti di credito nella gestione dei pagamenti e nell’accompagnamento delle comunità locali verso l’innovazione. Nelle conclusioni, il richiamo più diretto ai valori cooperativi: «Condividiamo un interesse comune: garantire che, in un mondo digitale, la moneta continui a svolgere il suo ruolo di strumento che unisce le persone e serve le nostre comunità».
Un messaggio che si intreccia con quello lanciato da Federcasse: affrontare le trasformazioni tecnologiche senza rinunciare ai principi di prossimità, partecipazione e responsabilità condivisa che da oltre un secolo caratterizzano il credito cooperativo.

I COMPONENTI DEL CONSIGLIO NAZIONALE

Oltre a dell’Erba il Consiglio Nazionale ha eletto Vice Presidenti Renato Dalpalù e Matteo Spanò.
Compongono l’intero Consiglio Nazionale: Alessandro Azzi (Presidente Federazione Lombarda BCC), Tino Ernesto Cornaglia (Consigliere designato dagli enti soci), Concetto Costa (Presidente Federazione Siciliana), Renato Dalpalù (Presidente Federazione Trentina), Augusto dell’Erba (Presidente Federazione Puglia e Basilicata), Elia Dogliani (Presidente Federazione Piemonte Val d’Aosta Liguria), Mauro Fabbretti (Presidente Federazione Emilia Romagna), Giorgio Fracalossi (Presidente Cassa Centrale Banca), Maurizio Gardini (Presidente Confcooperative), Lorenzo Liviero (Presidente Federazione Nord Est), Maurizio Longhi (Presidente Federazione Lazio Umbria Sardegna), Giuseppe Maino (Presidente BCC Iccrea), Amedeo Manzo (Presidente Federazione Campania Calabria), Georg Mutschlechner (Presidente Cassa Centrale Raiffeisen), Luca Occhialini (Presidente Associazione BCC Friuli Venezia Giulia), Flavio Piva (Presidente Federazione Veneta), Alfredo Savini (Presidente Federazione Abruzzo Molise), Matteo Spanò (Presidente Federazione Toscana), Massimo Tonucci (Presidente Federazione Marchigiana), Herbert Von Leon (Presidente Federazione Raiffeisen). Partecipano altresì al Consiglio Nazionale Teresa Fiordelisi (Presidente della Associazione delle donne del Credito Cooperativo – IDEE) ed Elisa Bernardini (Presidente del Comitato di Coordinamento Giovani Soci BCC).

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Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

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Pubblicato il 17 Luglio 2026
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