I giovani tra trasgressioni, responsabilità e solidarietà
È il tema della decima edizione del progetto “Giovani Alianti” organizzato dallo Sportello Provinciale Scuola Volontariato dell’UST di Varese
Lo Sportello Provinciale Scuola Volontariato dell’UST di Varese ha proposto per la X edizione del Progetto “Giovani Alianti” un percorso tematico su “I giovani tra trasgressioni, responsabilità e solidarietà”. La proposta si articola in moduli che analizzano diverse tematiche legate alla complessa realtà dell’universo giovane: partecipazione consapevole alla vita associata; l’affettività, la solitudine, le relazioni sociali e la solidarietà; il ruolo della scuola nell’educazione alla responsabilità civile e sociale; mode e messaggi dei media; il processo di pace attraverso il riconoscimento civile e morale dei valori e dei diritti – doveri dell’uomo; l’arte, la musica e lo sport; valori,quotidianità e religiosità; le carte dei diritti dell’uomo e del sistema di norme dello Stato; trasgressione e responsabilità civile e sociale in letteratura
– Giuseppe Battarino è giudice per le indagini preliminari a Varese. Scrive articoli e libri di diritto, ma collabora anche con testate giornalistiche “generaliste”. Il suo primo romanzo, “Sentieri invisibili”, un giallo che riesce a fotografare con ironia e realismo la giustizia italiana, è del 2009. Ha fatto parte anche della nazionale magistrati. Insomma, forse “poliedrico” è l’aggettivo che più gli si adatta. È professore a contratto nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università dell’Insubria.Ha già incontrato i Giovani Alianti quest’anno in un incontro di formazione per docenti e studenti impegnati nel progetto
– Maurizio Campagna , fratello di Andrea poliziotto ucciso dal terrorista Battisti, si farà portavoce della sua tragedia familiare e anche di un pezzo recente della nostra storia. Una storia che vede giovani con punti di vista e stili di vita diversissimi Il giorno della retata per l’assassinio del gioielliere Pier Luigi Torregiani, Andrea era apparso brevemente in tv mentre accompagnava in questura alcuni dei sospettati: fu la sua condanna a morte. Molti di quei ragazzi li conosceva personalmente, erano cresciuti tra i palazzoni avvolti nella nebbia e sulla camionetta avevano scherzato: loro rivoluzionari, lui poliziotto. Battisti allora sostenne che l’onta andava lavata con una pistolettata.Andrea Campagna non c’entrava nulla (non svolgeva compiti d’indagine), ma scelsero lui; era solo un simbolo, il bersaglio più facile.
– I giovani della comunità Cenacolo sono “cresciuti” alla scuola di suor Elvira. Suor Elvira dà vita alla prima fraternità del Cenacolo sulla collina di Saluzzo, in una casa diroccata ed abbandonata da anni, data in uso gratuito dal comune.Senza sicurezze materiali, con tanti sacrifici e tanta preghiera, con l’unica grande certezza della fedeltà di Dio, comincia quest’avventura che solo Lui conosce pienamente.Bussano da subito alla porta della Comunità i primi giovani, persone lacerate, disperate, drogate, ai margini della società, che cercano un rifugio, un riparo, un luogo per rinascere. Insieme a loro arrivano anche i primi aiuti: la Provvidenza comincia a farsi presente come segno tangibile che “Dio è con noi”.I ragazzi accolti, mentre ricostruiscono la loro vita “ a brandelli”, pezzo dopo pezzo, lavorando faticosamente, ricostruiscono la casa: lavoro e preghiera ritmano le giornate di quei primi anni di duri sacrifici.
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