“Perché i soldi dei varesini per la querela contro Serra?”
Se lo chiede il consigliere comunale del Pd Fabrizio Mirabelli. “Satira termometro di democrazia”
Pubblichiamo la nota inviata dal consigliere comunale Fabrizio Mirabelli in merito alla querelle Fumagalli-Serra di cui abbiamo trattato nei giorni scorsi
In questi giorni, il sindaco Fontana, ha ribadito il suo pensiero relativamente all’insensata denuncia – querela proposta dal Comune di Varese nei confronti del giornalista Michele Serra per un presunto reato di diffamazione contenuto in un articolo di satira apparso sul settimanale “L’ESPRESSO” il 28 maggio 2009 intitolato “A Malpensa ci pensa la Lega”.
Se la questione – come ha affermato il sindaco, non riguarda una parte politica ma tutti i varesini, come mai, nella motivazione della querela, viene citato, al primo posto, il fatto che Serra “stigmatizza, in particolare, una serie di proposte nonché valutazioni espresse dalla Lega Nord in merito ad alcune criticità di funzionamento dell’aeroporto nel tentativo di banalizzarne e metterne in ridicolo la serietà della riflessione”?
Visto che ho presentato un’interrogazione in merito, mi piacerebbe sapere che cosa c’entra il Comune, che non è proprietà della Lega Nord, con la messa in ridicolo di “proposte nonché valutazioni espresse dalla Lega Nord”. Perché tutti i varesini sono costretti a spendere i soldi di un procedimento giudiziario che sarà prevedibilmente lungo se la parte offesa è un partito politico? Non sarebbe meglio che i costi della denuncia-querela se li accollasse la Lega Nord?
Seconda questione che pongo all’attenzione del sindaco Fontana è l’inopportunità, se la questione riguardasse davvero tutti i varesini, della decisione di affidare la denuncia a un avvocato esterno al Comune. Palazzo Estense non ha un suo ufficio legale? Con l’utilizzo di un professionista privato non c’è il rischio di un aggravio dei costi, in un momento in cui le casse del Comune sono già vuote per i pesanti tagli agli enti locali imposti dal governo di centrodestra?
Ricordo al sindaco Fontana e alla Lega Nord che la satira è termometro di democrazia. Personalmente non mi riconosco in un’Amministrazione che pretende di censurare ciò che, per sua natura, è libero. Aristofane, Plauto, Molière dimostrano che la satira, per essere satira, non può che essere scomoda. Più che querelare, pertanto, sarebbe meglio riderci sopra.
Fabrizio Mirabelli Consigliere comunale PD
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