Il Covid attraverso gli occhi dei giovani: il racconto di Giulia

Da Como un racconto emozionante e carico di speranza sulle nuove sfide che la pandemia ha messo di fronte ai ragazzi

ragazza alla finestra

Le rinunce, la paura, le nuove regole e la speranza che il bello della vita ritorni al più presto. Con questo racconto preparato durante le ultime settimane di scuola, Giulia, giovanissima ragazza di Como, ci mostra la pandemia dal punto di vista dei suoi quattordici anni. Parole emozionanti, che ci sono arrivate grazie a suo padre Luca.

Generica 2020
Giulia

«Oggi sono già al 19° giorno di lockdown. Giovedì 5 novembre è stato l’ultimo giorno di libertà, perché dal 6 la nostra regione è diventata di nuovo zona rossa. Giovedì ho visto per l’ultima volta i miei amici. Eravamo felici e come sempre ci siamo divertiti, però eravamo tutti anche un po’ tristi perché sapevamo che, per un bel po’, quella sarebbe stata la nostra ultima uscita. Queste settimane non sono per niente facili e il periodo che stiamo vivendo è brutto per tutti, ma penso che tra le persone che ne risentono di più ci siano proprio gli adolescenti.

Spesso ho sentito dire che il problema siamo noi giovani, io non sono proprio d’accordo perché il problema siamo tutti e se ogni persona cominciasse a rispettare le regole e non sottovalutare questa situazione sicuramente le cose inizierebbero pian piano a migliorare. In questi ultimi giorni mi capita di avere momenti no, di piangere e di buttarmi giù. Ultimamente a scuola ho molte verifiche e interrogazioni e lo stress si fa sentire. Mi manca la normalità che avevamo prima, mi manca uscire nel weekend con le mie amiche. Mi manca giocare a pallavolo, mi manca uscire il sabato sera, ogni tanto, a mangiare una pizza con la mia famiglia. Ma soprattutto mi manca la spensieratezza che avevo prima. Mi manca sentire notizie belle al telegiornale, magari riguardanti lo sport. Le uniche che si sentono ora sono sul Covid, il numero di positivi, delle vittime, dei ricoverati, ecc…

Mi manca andare a scuola vedere i miei compagni e professori, mi mancano le partite di pallavolo che facevo prima durante il weekend, mi manca andare allo stadio con mio papà, mi manca uscire senza la mascherina, senza il pericolo e il rischio di contaminazioni. Insomma, mi manca tutto. Io penso che se restiamo uniti, rispettando le regole, da questa situazione ne usciremo presto. Spero di poter riabbracciare le persone a me care e i miei amici. Spero presto di tornare alla normalità. Nel frattempo cerco di tenere duro. Di pensare positivo e di non buttarmi giù troppo spesso. L’invito che voglio fare a tutti è di rimanere uniti, di pensare prima di agire. Perché ora più che mai il comportamento sbagliato di una persona mette in pericolo gli altri.

Tornerà tutto, ne sono sicura. Ne usciremo a testa alta».

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Pubblicato il 29 Dicembre 2020
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