Silvestrini: “Figlia di un carabiniere, so che la sicurezza si fa con i cittadini”
La candidata sindaca del centrosinistra insiste sulla partecipazione nella città e nei quartieri, ad esempio con l'idea dell'"agente di prossimità". E sulle consulte dice: "Devono essere elette dai cittadini, non nominate dalla politica"
«Io sono figlia di un maresciallo dei Carabinieri, quindi sono nata e cresciuta in caserma. In quell’ambito ho imparato che la sicurezza non può essere declinata solo con azioni di ordine pubblico» dice Margherita Silvestrini, candidata sindaco del centrosinistra a Gallarate.
«Sicuramente le forze dell’ordine sono importanti, tutelano la nostra incolumità, ma è necessario affiancare altre tipologie di azioni agli interventi di sicurezza in senso stretto. Oltre ai controlli e alla vigilanza abbiamo bisogno di costruire comunità coese, dove la percezione di insicurezza diminuisca e dove ciò che regolamenta le relazioni non sia la diffidenza, ma la fiducia reciproca».
Nel programma elettorale Silvestrini sottolinea l’idea dell’ “agente di prossimità”, vale a dire «un agente di polizia locale che non solo vigili e controlli, che stia nei quartieri e li presidi come presenza amica a cui ci si possa rivolgere e che possa accompagnare le persone nelle loro difficoltà o anche nelle loro semplici richieste di informazioni».
Dal controllo di vicinato alla cura di vicinato
Prosegue Margherita Silvestrini: «Pensiamo poi che dal controllo di vicinato si debba passare alla cura di vicinato – non è solo una sofisticheria verbale o lessicale, ma vuol dire molto di più – si tratta di un concetto nuovo: non è solo volto a vigilare sulla proprietà del vicino, ma ha il fine di far contribuire ciascuno alla creazione di un buon vicinato, dove le relazioni siano preziose: legami a cui aggrapparsi per sentirsi più sicuri».
Sul tema della sicurezza l’ascolto e l’attenzione della Città deve essere rivolta verso i bisogni di tutti: «Pensiamo inoltre che una città sicura sia una città attenta ai bisogni di tutti, che valorizzi le diversità e che quindi crei un benessere diffuso ed un forte senso di appartenenza. Una città sicura è una città che partecipa: bisogna educare fin da piccoli i nostri cittadini a partecipare alla vita della propria città e proprio per questo motivo abbiamo pensato al Consiglio Comunale dei ragazzi. Per gli adulti, invece, riteniamo siano fondamentali le consulte tematiche: quella dei giovani, quella della disabilità e quelle rionali che già esistono, ma vogliamo che ritornino ad essere diverse».
Sulle consulte, Silvestrini marca la distanza dalle scelte fatte negli anni di governo del centrodestra, che è passata a membri delle consulte votati dai consiglieri comunali: «Pensiamo che il meccanismo che deve eleggere i componenti di questi organi partecipativi non sia quello dettato dalle forze politiche, ma quello dell’elezione diretta: chi abita un quartiere deve eleggere i propri rappresentanti».
Vigilanza e controlli ma anche costruire relazioni solide tra i cittadini
«Vogliamo una Gallarate sicura, una Gallarate dove si vigili e si controlli, ma dove anche si costruiscano relazioni solide, dove ogni cittadino si senta accolto, incluso e senta i propri bisogni considerati. Vogliamo quindi con determinazione una Gallarate sicura e che lo sia davvero: dove non solo si controlli e si vigili, ma dove si possa partecipare attivamente alla costruzione della propria città. Questa è la Gallarate che vogliamo, la vogliamo sicura e la costruiremo insieme con testa e cuore».
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