100,700 l’unica radio libera dell’occidente occupato
Pubblicata dalla Nuova Editrice Magenta la storia di Radio Varese. I ragazzi protagonisti di quella storia si sono ritrovati per raccontare quei mitici anni
L’e-mail fu galeotta. Grazie a quella diavoleria elettronica, dopo quasi trent’anni, è stato possibile radunare ancora una volta i ragazzi (sono rimasti tali, nonostante l’età e i nuovi status professionali) che diedero vita a Radio Varese, "l’unica radio libera dell’Occidente occupato". Il tam-tam internettiano ha funzionato e quell’esperienza, unica e irripetibile, è oggi raccontata nel libro "100,700 (centoesettecento)" (Nuova Editrice Magenta). Un libro bello e spontaneo, come erano quegli anni, dove presente e passato si intrecciano in continuazione. Nomi e volti diventati importanti. Storie ricche di umanità e poca ortodossia politica, raccontate con la stessa freschezza che animava le tante trasmissioni. Per molti di quei ragazzi i locali di via Giuseppe Walder sono diventati il punto di partenza di una fortunata diaspora professionale. Dai centoesettecento trasmettevano personaggi come il ministro del Welfare Roberto Maroni e Massimo Malerba, suo segretario particolare, Marco Dal Fior, vicecaporedattore del Corriere della Sera, Claudio Del Frate, Franco Tettamanti ed Elio Girompini, approdati anche loro in via Solferino, Massimo Donelli, volto del Tg3, Maud Ceriotti e Luciano Giaccari, primi editori televisivi in provincia di Varese, Cesare Chiericati, direttore del Giornale del Popolo, Claudio Piovanelli "il Pio" e Antonio Triveri della Prealpina, Gigi Prevosti, imprenditore, Mario Carletti, medico e consulente del ministero del Welfare, Dino Azzalin, dentista, poeta ed editore. E ancora: operai, avvocati, assicuratori, commercialisti e docenti universitari. Sullo sfondo di quei destini eccellenti si muovevano alcune figure che di Radio Varese erano la mente e l’anima: Sergio Lovisolo, imprenditore e primo presidente della cooperativa "Radio Varese", e Maria Bianucci, presente in tutti i ricordi dei protagonisti, direttore della radio e oggi giornalista free-lance, dopo quindici anni passati in un Tg Mediaset.
L’apertura del libro è affidata al ricordo di chi se ne è andato prima degli altri e i versi del poeta Mauro Maconi risuonano profetici: «Foglietti e una teoria di messaggi. Da dove risbucano?…» Dalla storia e dalla memoria, da un entusiasmo mai sopito. Radio Varese era un mondo eterogeneo, un po’ caotico e naïf, che aveva nell’inconsapevolezza di far parte di un progetto straordinario l’unico vero comun denominatore dei suoi protagonisti. "La storia siete voi, nessuno si senta escluso". Nemmeno i tanti che non sono stati citati.
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