Battesimo civico per i diciottenni di Luino
Significativo l'arrivo da Palermo di una talea gemmata dell'Albero Falcone di via Notarbartolo. Un simbolo di legalità che verrà posto all'ingresso del Comune
Domenica 2 giugno, Palazzo Verbania di Luino ha ospitato il Battesimo civico dei diciottenni della città. In un’atmosfera di sorrisi e gioia, è stata consegnata a ciascun giovane una copia della Costituzione Italiana, simbolo del loro ingresso nella vita pubblica.
Ad intervenire, in questa occasione, sono stati il luogotenente Parafioriti della Guardia di finanza di Luino, il luogotenente Notturno, comandante della stazione dei Carabinieri di Luino, il vicecomandante della Polizia locale di Luino Buscetta Giovanni e la dottoressa Mara Sist, responsabile del Pronto soccorso di Luino
Presente anche la vicesindaca Antonella Sonnessa, organizzatrice della giornata, Greta Turnone, sindaca del Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi di Luino, Laura Berutti, presidente dell’Avis Luino e i consiglieri della Croce Rossa Italiana – Comitato di Luino e Valli Michael Perri e Sonia Curtarelli.
Un momento significativo della cerimonia è stato l’arrivo da Palermo di una talea gemmata dell’Albero Falcone di via Notarbartolo, luogo simbolico legato alla memoria del giudice e della moglie Francesca Morvillo, assassinati dalla mafia nel 1992 nella strage di Capaci: un simbolo di legalità che verrà posto all’ingresso del Comune.
«Abbiamo voluto festeggiare il battesimo civico insieme alla festa della nostra Repubblica perché sono intimamente collegati, basti pensare che le donne italiane andarono a votare per la prima volta proprio il 2 giugno 1946 – ha commentato Antonella Sonnessa, vicesindaca di Luino -. Quest’ anno ci é stata anche consegnata la talea dell’ albero del dottor Falcone, accolta in Sala Reale da un lungo e caloroso applauso. L’emozione è stata tanta. Ringrazio tutti i relatori che con me si sono avvicendati e che hanno fornito spunti di riflessione per tutti i presenti. Credo che momenti come questi siano indispensabili in una comunità, ho cercato di trasmettere ai giovani che allora non erano ancora nati, che cosa sono stati per la mia generazione quei mesi terribili nei quali uomini e donne dello Stato sono stati uccisi barbaramente nel compimento del loro dovere. Ho voluto – conclude Sonnessa – dare una immagine anche umana dei due magistrati, portando una papera di ceramica. Il dottor Falcone era un collezionista di papere e le teneva nel suo ufficio in Tribunale, il dottor Borsellino gliele nascondeva e chiedeva un riscatto di poche lire. Scherzavano tra di loro, come nella bellissima immagine che era esposta a Palazzo Verbania e che tutti conosciamo».
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