Brutta sorpresa di capodanno sul monte Sangiano: San Clemente “recintata”
Bindellata in particolare la campana della Pace, meta di una tradizionale escursione di inizio anno: la famiglia proprietaria dei terreni fino ad ora non aveva avuto problemi ad "ospitare" i partecipanti a queste occasioni, ma ora l'atteggiamento è cambiato
Come ormai racconta la tradizione sangianese, ogni primo gennaio il San Clemente, attraversando il Monte Sangiano, diventa teatro del brindisi di Capodanno. Un momento sentito, e suggestivo – visto il panorama che si gode da lassù – che richiama non solo i sangianesi ma anche residenti fuori zona, che salgono per ammirare il lago Maggiore da un’angolazione insolita e visitare la chiesetta romanica del 1400 che sorge nel prezioso contesto, ricca di memorie storiche significative.
L’evento, organizzato dal Nordic Walking il Quicchio e dalla Pro Loco di Sangiano in collaborazione con l’amministrazione comunale, segna l’inizio del nuovo anno ma quest’anno ha presentato una brutta sorpresa ai partecipanti arrivati alla cima: chi ha raggiunto il luogo dell’evento, ormai giunto alla sua decima edizione, ha trovato infatti bindellata con dei nastri rossi e bianchi una parte dell’area dove, da sempre, si transita liberamente a piedi per ammirare il panorama e che comprende anche la Campana della Pace, che in molti pensavano di poter suonare – come da tradizione – per favorire un buon auspicio per il nuovo anno. la campana, di origine moldava, è stato posizionata dalla Sezione Alpini nel 2004 sulla cima e da allora rappresenta un simbolo per la zona.
La sorpresa che ha creato tanto disappunto ai partecipanti è legata al fatto che parte di quei terreni, frequentati da sempre dai camminatori, sono una proprietà privata: la famiglia proprietaria fino ad ora non aveva avuto mai problemi ad “ospitare” gli escursionisti e i partecipanti a queste occasioni, ma ora l’atteggiamento è cambiato. I nuovi membri della famiglia hanno deciso di tirare dei nastri di plastica e controllato a vista – secondo le dichiarazioni dei presenti – i numerosi visitatori (circa un’ottantina di persone) affinché nessuno calpestasse la proprietà, che fino ad oggi è sempre risultata libera e accessibile. Gli organizzatori ed i collaboratori della manifestazione questa volta si sono invece visti “tirare i nastri davanti ai loro occhi”.

Un problema che non è solo legato al primo dell’anno: Il monte Sangiano è infatti meta di turisti, escursionisti e pellegrini per tutti i 12 mesi, e il cambiamento delle condizioni di accesso potrebbe avere un impatto significativo su un luogo che rappresenta un punto di riferimento culturale, religioso e paesaggistico per la zona.
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