A Materia un viaggio nelle origini del caffè tra immagini, racconti e riflessioni
Protagonista della serata di lunedì 31 marzo è stato Giancarlo Samaritani, esperto e appassionato conoscitore del mondo del caffè

Il caffè non è solo una bevanda, ma una narrazione che attraversa continenti, una cultura capace di unire popoli e storie apparentemente distanti. È con questa consapevolezza che lunedì 31 marzo, a Materia Spazio Libero a Castronno, si è svolta la serata “In viaggio col mercante: alla scoperta delle origini del caffè”, un appuntamento che ha saputo coinvolgere il pubblico in un’esperienza profonda e multisfaccettata.
Voce narrante della serata, introdotto dal direttore di VareseNews Marco Giovannelli, è stato Giancarlo Samaritani, esperto e appassionato conoscitore del mondo del caffè, che ha guidato i presenti lungo un itinerario ricco di suggestioni. Attraverso immagini, video, aneddoti e racconti, il pubblico ha potuto ripercorrere le rotte che legano le foreste africane, le piantagioni dell’America Latina e le regioni montuose dell’Asia, svelando l’intreccio di culture, tradizioni e saperi che ruotano attorno alla coltivazione del caffè.
«Il Brasile è il primo produttore di caffè al mondo – ha spiegato Samaritani -, seguito da Vietnam, Colombia e Indonesia. Ma la produzione di caffè è un processo molto complesso: serve un territorio favorevole, il ciclo di maturazione è lungo, e può capitare che sullo stesso albero si trovino frutti maturi accanto a frutti marci. Nel mondo sono circa 25 milioni i contadini che coltivano caffè. In Africa occidentale, ad esempio, esistono tradizioni antichissime come la “danza del fuoco”, in cui i contadini si passano tizzoni ardenti sulla pelle per proteggersi. In Etiopia, dove la pianta del caffè è stata scoperta, i chicchi vengono tostati in grandi pentole, come si fa con le caldarroste. La popolazione africana è ancora molto legata a queste tradizioni. Eppure siamo in un’epoca in cui il caffè scarseggia, e il prodotto deve confrontarsi con le regole dure del mercato: il prezzo è fermo da anni attorno a un euro, mentre il marketing gioca spesso in modo disastroso, condizionando le nostre scelte di acquisto».
«Il caffè è la seconda materia prima più utilizzata al mondo dopo il petrolio – prosegue il racconto Samaritani -, e ogni giorno si consumano circa tre miliardi di tazzine. Ma come lo beviamo? Ci sono tre modalità: c’è chi lo “butta giù” solo per assumere caffeina, chi lo beve con un minimo di attenzione e chi, infine, lo degusta davvero, riconoscendolo come un prodotto della terra. In quest’ultimo caso ci si ferma, si riflette. Prima della scoperta del caffè, in Europa si bevevano soprattutto alcolici. Poi furono gli islamici a scoprire le sue proprietà stimolanti, che permettevano di rimanere svegli per pregare. Noi europei, invece, il caffè lo abbiamo scoperto quasi per caso. Anche per questo, oggi più che mai, vale la pena conoscerne la storia e riscoprire tutto ciò che si nasconde dietro una semplice tazzina».
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