Il Conrad segreto delle lettere: tra Africa, crisi e nascita dello scrittore
Un carteggio inedito restituisce il volto privato di Joseph Conrad: il lavoro di traduzione della scrittrice varesina Anna Lina Molteni al centro di un libro che illumina un passaggio decisivo della vita dello scrittore
Tra il 1890 e il 1920 il grande scrittore Joseph Conrad intrattenne un intenso scambio epistolare con Marguerite Poradowska, parente, pittrice e scrittrice, figura rimasta a lungo ai margini della biografia ufficiale dell’autore di “Cuore di tenebra“. Oggi quelle lettere tornano alla luce in una traduzione italiana integrale e inedita, “Joseph Conrad lettere a Marguerite Poradowska” pubblicata da Ronzani, a cura di Giuseppe Mendicino e tradotta dalla scrittrice Anna Lina Molteni, con una prefazione di Riccardo Capoferro. Il volume restituisce un ritratto sorprendentemente intimo di Conrad, lontano dall’immagine ieratica fissata dalla critica.
LETTERE FONDAMENTALI PER CAPIRE CONRAD
«È un lavoro nato davvero a quattro mani – racconta Molteni -. L’idea è emersa dialogando con Giuseppe Mendicino, che aveva appena pubblicato una biografia di Conrad. Ci siamo resi conto che in italiano esistevano solo estratti di queste lettere, mai una traduzione completa dall’originale francese».
Un’assenza significativa, se si considera che il carteggio copre anni decisivi: dall’esperienza traumatica in Congo, che segnerà Conrad per tutta la vita, all’abbandono del mare e all’inizio della carriera letteraria. È il Conrad che dubita, che confessa fragilità, alla ricerca di un equilibrio nella trasformazione che l’esistenza gli impone.
Per Molteni, scrittrice oltre che traduttrice, affrontare queste lettere ha significato un’immersione totale. «Non puoi tradurre Conrad senza conoscerlo profondamente. Devi aver letto le sue opere, capire il momento storico, le crisi personali che attraversa. Le lettere dal 1890 al 1895 sono fondamentali, mostrano un uomo malato, deluso dall’esperienza coloniale, ma anche in piena trasformazione».
LE LETTERE ORIGINALI
Il lavoro si è basato sugli originali conservati all’archivio conradiano della Yale University e sull’edizione francese curata nel 1966 dal professore René Rapin dell’Università di Losanna, preziosa per la complessa trascrizione di un francese spesso ortograficamente incerto.
Tra i materiali spicca una lettera del 1907, mai pubblicata prima, inviata direttamente da Yale. «Non rompe il ritmo del carteggio, anzi lo rafforza», spiega Molteni, sottolineando come le scelte editoriali abbiano cercato di restituire un vero dialogo, inserendo anche le minute delle risposte di Marguerite.
UN CONRAD INEDITO
Ed è proprio il rapporto con Poradowska a rivelare un Conrad inedito, meno distante, capace di un confronto alla pari con una donna colta e autonoma. «Qui cade l’etichetta di misogino che talvolta gli è stata attribuita – osserva Molteni-. Con Marguerite si apre, riconosce le sue qualità, arriva persino a proporle di firmare con il suo nome il romanzo “La follia di Almayer“». Un dato che si intreccia con la sua adesione a iniziative a favore del voto alle donne, spesso dimenticate.
«Queste lettere permettono di seguire Conrad in presa diretta – conclude Molteni -, Non solo lo scrittore, ma l’uomo: fragile, inquieto, attraversato da un’urgenza morale che ritroviamo poi nelle sue opere. Leggendo queste lettere si comprende perché Italo Calvino abbia affermato che Conrad naviga l’abisso, ma non ci casca dentro».
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