Piccoli imprenditori uniti e dal volto umano. Le sfide della Cna

L'associazione varesina festeggia i suoi primi 40 anni con uno sguardo al futuro: l'unificazione della rappresentanza del mondo dell'artigianato e della piccola impresa

Autonomia e solidarietà. Sono queste le parole chiave che percorrono la sala del centro congressi delle Ville Ponti, dove si è celebrato l’anniversario per i quarant’anni dalla fondazione della Cna varesina. Fin dalla sua nascita, datata 17 aprile  1966, l’associazione ha tenuto lo sguardo fisso su questi  due orizzonti, anche nei momenti di burrasca.

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1966- 2006. 40 anni della Cna varesina 4 di 13

Che non fosse un momento solo autocelebrativo, ma piuttosto un bilancio per rilanciare i nuovi tempi dell’associazione, lo si è capito dalla brevità degli interventi dei vertici di Cna. Il presidente Daniele Parolo, il segretario Gianni Mazzoleni, il vice presidente nazionale Giorgio Tabellini e il presidente regionale Fausto Cacciatori, hanno lasciato spazio ai protagonisti di questa storia: gli artigiani.

Parolo, dopo aver ricordato il progetto rivolto al mercato nordamericano del settore casa, parlato del tema dell’internazionalizzazione delle imprese artigiane e dell’impegno sociale di Cna Varese con l’aiuto alla missione francescana di padre Arcangelo nell’ex Congo francese e la collaborazione con "Save the children", ha lanciato la nuova sfida: «credo che sia utile fin da subito pensare ad un percorso di unificazione della rappresentanza del mondo dell’artigianato e della piccola impresa, una strada difficile che bisogna avere il coraggio di affrontare».

Una storia importante quella della Cna, sottolineata anche dalla corposa presenza istituzionale con il prefetto Roberto Aragno, il senatore della Margherita Paolo Rossi, il senatore dell’Udc Graziano Maffioli, i consiglieri regionali Giuseppe Adamoli, Luciana Ruffinelli e Stefano Tosi, l’assessore provinciale Baroni e quello comunale Giordano, il presidente di Camera di Commercio Angelo Belloli.
«La vostra progettualità ha valori nobili – ha detto il prefetto – perché nessuno come l’artigiano incarna i riferimenti morali di passione, creatività, fermezza e decisione. Per un’imprenditoria efficace bisogna seguire delle regole: conoscere, sapere, saper fare bene e meglio degli altri, da qui nasce una reale concorrenza e una competitività sana. Voi artigiani siete il motore che farà ripartire l’intera economia».

Angelo Belloli ha dato sostanza alla storia dell’artigianato portando i numeri della produzione del sistema varesino: «la crescita economica è la condizione necessaria per far migliorare la società. Il pil provinciale supera i 20 miliardi di euro e voi ci avete dato anno dopo anno la dimostrazione di come la creatività e l’impegno siano utili solo se progrediscono di pari passo. La provincia di Varese è al vertice europeo per qualità della vita e la globalizzazione non deve scoraggiare perché noi abbiamo ancora molte carte da giocare, ma dobbiamo avere il coraggio di essere imprenditori a tutto tondo e cogliere il senso della sfida. La solidità del sistema Varese è data dai numeri: dal 1998 al 2005 la base imprenditoriale è cresciuta di 8 punti percentuale, il reddito medio pro capite annuo è di 18500 euro, contro una media nazionale di 15 mila euro. Esportiamo per 7 miliardi di euro e importiamo per 5 miliardi. Ci sono elementi di speranza».

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Pubblicato il 19 Novembre 2006
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