Caso Verbano Express, arriva la controproposta di Rfi: “Canone e riqualificazione“
Proteste da parte dei vertici dell’associazione: “È il paradosso del Museo di Luino: restaurare un bene pubblico per poterlo perdere”
Non finisce di far discutere il “caso” VerbanoExpress, l’associazione che da oltre trent’anni, grazie al volontariato, mantiene viva una realtà culturale dedita alla valorizzazione dei trasporti ma che ora sta andando incontro a problemi di gestione, da quando cioè Rfi, proprietaria dell’area, ha chiesto un canone mensile. L’ulteriore sviluppo della vicenda legata all’area attrezzata della rimessa ferroviaria di Luino viene esplicitata dalla stessa associazione: «Nella controproposta contrattuale ricevuta da Rfi, oltre alla richiesta di un canone di locazione, viene posto in capo all’associazione l’onere di sostenere a proprie spese la messa a norma dell’intera area».
Secondo il vice presidente Alessandro Ciapparelli «si tratta di un passaggio che solleva un evidente paradosso. Da un lato, viene riconosciuto che l’area necessita di adeguamenti; dall’altro, tali adeguamenti verrebbero posti integralmente a carico di un’associazione di volontariato che da oltre trent’anni preserva e valorizza quel bene pubblico senza percepire sovvenzioni». Lo Stato, continua la nota, «sostiene economicamente numerose realtà museali per consentirne la sopravvivenza. In questo caso, invece, un’associazione che si autosostiene, che non grava sulla collettività e che ha mantenuto in ordine un immobile pubblico altrimenti destinato all’abbandono, si vedrebbe chiedere di finanziare interventi strutturali su una proprietà pubblica. Interventi che, peraltro, renderebbero l’area potenzialmente idonea a future procedure di evidenza pubblica».
Ciapparelli ne fa anche una questione di opportunità collettiva: «RfiI è la nostra azienda, patrimonio di tutti gli italiani, alla quale è affidata la gestione di beni pubblici e la responsabilità di perseguire il bene comune. Confidiamo che le scelte in corso vadano in questa direzione, perché diversamente sarebbe inevitabile interrogarsi su quale passaggio del processo decisionale non abbia adeguatamente valorizzato l’interesse pubblico. L’Associazione non contesta il rispetto delle normative, ma ritiene che l’equilibrio tra proprietà pubblica e volontariato debba essere improntato a buon senso e proporzionalità». La Verbano Express «continua a confidare in una soluzione che tenga conto della natura culturale e non lucrativa dell’attività svolta, nell’interesse del territorio e del patrimonio ferroviario nazionale».
Il tema aveva sollevato l’interesse della stampa nazionale e pende sul tavolo del ministro delle infrastrutture un’interrogazione parlamentare promossa dall’onorevole Andrea Pellicini.
Nel frattempo l’attività dell’associazione risulta sospesa.
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