A Meride dove il tempo si fa scienza e memoria
A Meride una giornata di conferenze divulgative dedicata agli ammonoidi e agli invertebrati triassici ricorda il paleontologo Hans Rieber e celebra il valore scientifico del Monte San Giorgio
Un pomeriggio dedicato alla scienza, alla memoria e alla divulgazione. Sabato 14 marzo 2026, a partire dalle ore 15.00, la Fondazione del Monte San Giorgio e il Museo cantonale di storia naturale di Lugano, in collaborazione con la Commissione Scientifica Transnazionale, invitano il pubblico a Meride per una serie di conferenze divulgative dedicate al tema degli “Ammonoidi e invertebrati Triassici”.
L’iniziativa nasce anche come momento commemorativo in ricordo del professor Hans Rieber, figura di riferimento per la paleontologia del Monte San Giorgio. Il ricordo dello studioso aprirà il pomeriggio con un intervento del Dr. Heinz Furrer, dell’Università di Zurigo, e di Daniele Albisetti, site manager del sito UNESCO.
A seguire, il pubblico potrà assistere a tre conferenze brevi ma ricche di contenuti scientifici, ciascuna della durata di circa venti minuti. Tra gli ospiti figurano il professor Marco Balini dell’Università degli Studi di Milano, Vittorio Pieroni, conservatore del Museo Stoppani di Venegono, e il Dr. Peter Brack dell’ETH di Zurigo.
Gli interventi guideranno il pubblico alla scoperta di diversi aspetti della ricerca paleontologica: dagli studi sugli invertebrati fossili del Monte San Giorgio alle nuove scoperte nella dolomia del Triassico medio della Rasa di Varese, fino agli studi che hanno permesso di definire e datare la cosiddetta “Zona Limite Bituminosa”.
Proprio da queste ricerche è nata la prestigiosa posa del “Chiodo d’Oro” a Bagolino, il punto di riferimento internazionale che segna il confine tra i periodi geologici Anisico e Ladinico. Un risultato che testimonia l’importanza globale degli studi condotti nell’area insubrica.
La giornata rappresenta quindi un momento di incontro tra comunità scientifica e territorio, in cui la ricerca dialoga con il pubblico e la memoria si intreccia con nuove prospettive di studio. Un’occasione per approfondire il valore scientifico e culturale del patrimonio naturale del Monte San Giorgio, uno dei siti paleontologici più significativi al mondo.
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