Bertolaso agli Stati generali della salute: “Fare presto” tra prevenzione e burocrazia da snellire

Nel suo intervento l’assessore regionale Guido Bertolaso ha delineatodue direttrici: da una parte il piano socio-sanitario lombardo dei prossimi cinque anni, con più prevenzione, screening e vaccinazioni; dall’altra la necessità di velocizzare procedure e accesso ai servizi

Più prevenzione, più rapidità nelle risposte, meno ostacoli burocratici. È attorno a questi punti che si è sviluppato l’intervento dell’assessore regionale Guido Bertolaso agli Stati generali della salute in corso alle Ville Ponti di Varese. Un intervento che ha legato la prospettiva del nuovo piano socio-sanitario della Regione Lombardia a un tema che Bertolaso ha posto con forza: la necessità di agire in fretta, perché «la gente non può aspettare». (foto da sinistra l’assessore regionale al welfare Guido Bertolaso e Emanuele Monti presidente commissione welfare)
Nel delineare la rotta per i prossimi cinque anni, Bertolaso ha spiegato che la Lombardia punta a fare “più prevenzione rispetto a quello che si fa prima di oggi”.
Il riferimento è anzitutto agli stili di vita, agli screening e a tutte quelle malattie che possono essere prevenute o individuate per tempo. Accanto a questo, l’assessore ha richiamato il lavoro sulle attività di vaccinazione e di immunizzazione, considerate strumenti essenziali per intervenire a monte e rendere più gestibile ciò che accade dopo. Il ragionamento parte da una constatazione precisa: si allunga la vita, ma si allunga anche la cronicità delle persone. Bertolaso ha osservato che gli ultimi anni non sempre vengono vissuti in modo sereno e tranquillo, ma spesso con un ricorso crescente ad attività sanitarie, all’assistenza dei caregiver e dei familiari.

Una condizione che finisce per amplificare la spesa. Per questo, ha insistito, bisogna lavorare prima, così da garantire una vita più lunga ma anche più sana, evitando che i costi della sanità continuino a salire come sta accadendo in questi anni e distribuendo invece le risorse sulle diverse problematiche in maniera più equilibrata. Alla dimensione sanitaria Bertolaso ha affiancato un passaggio fortemente politico e amministrativo. “Molto dipende da leggi nazionali? Benissimo”, ha detto, aggiungendo che, anche quando il quadro è fissato a Roma, la Regione cercherà “in tutti i modi” di fare sì che quelle norme non vengano cambiate, oppure di adottarle in modo diverso a livello regionale. Il punto, per l’assessore, è snellire procedure e ridurre il carico burocratico che ogni cittadino oggi deve sopportare per accedere ad attività cui “ha semplicemente diritto”.
Da qui anche la provocazione sull’eventualità che qualcuno possa arrivare fino alla Corte costituzionale se la Regione decidesse di alleggerire certi passaggi. Bertolaso ha rivendicato apertamente la scelta di “bypassare” e “aggirare” procedure burocratiche quando queste impediscono di intervenire con la necessaria tempestività. Lo ha fatto richiamando quanto realizzato per i “ragazzi di Gran”, sostenendo che, se si fossero dovute seguire le procedure ordinarie, sarebbero “ancora in Svizzera”.
La rapidità dell’azione, ha detto, è stata possibile proprio perché si è andati oltre gli iter consueti.
Lo stesso schema, nel suo racconto, è stato applicato anche alle Olimpiadi. Bertolaso ha citato la delibera del 5 agosto 2024 e ha sottolineato che in meno di due anni è stata realizzata una serie di interventi importanti, soprattutto in Valtellina, insieme al nuovo hotel di Guarda, a tre strutture sanitarie attrezzate con tecnologie moderne e al personale che vi ha lavorato.
Una “legacy”, ha rimarcato, destinata a restare oltre la grande avventura olimpica. Nel finale, l’assessore ha allargato ulteriormente il quadro, osservando che con la situazione della guerra del Golfo occorre “stare molto in campana”, perché l’aumento del costo dell’energia rischia di produrre problemi anche per le strutture ospedaliere e per la logistica. Proprio per questo, ha detto, bisogna prepararsi a fare presto anche in situazioni difficili.
“Fate presto”
è lo slogan che Bertolaso ha richiamato esplicitamente, spiegando di ripeterlo ogni giorno ai suoi direttori centrali. Il senso, ribadito a Varese, è uno solo: si può fare, ma a condizione di rimuovere gli ostacoli principali dell’agire quotidiano, a partire dalla burocrazia.

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Pubblicato il 19 Marzo 2026
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