La Passione si fa comunità: oltre 150 figuranti per i riti della Settimana Santa tra Inarzo e Daverio
Successo per le sacre rappresentazioni della Comunità Pastorale Maria Madre della Chiesa. Nonostante il vento, il pubblico ha risposto numeroso agli appuntamenti che hanno coinvolto i sei paesi del comprensorio
Dall’intimità dell’Ultima Cena al dramma del Calvario. La Comunità Pastorale Maria Madre della Chiesa — che riunisce le parrocchie di Daverio, Galliate Lombardo, Crosio della Valle, Bodio Lomnago, Inarzo e Cazzago Brabbia — ha celebrato i momenti centrali del cammino verso la Pasqua con una partecipazione che è andata oltre l’aspetto religioso, diventando un vero evento di popolo.
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Inarzo: l’Ultima Cena riparata dal vento
Il percorso è iniziato giovedì 26 marzo a Inarzo. Il programma originale ha dovuto subire un piccolo cambio di programma a causa del forte vento, che ha spinto gli organizzatori a spostare la rievocazione dell’Ultima Cena all’interno della chiesa parrocchiale. Il cambio di cornice non ha però scalfito la suggestione del momento: la penombra delle navate ha offerto un’atmosfera raccolta e intensa per l’apertura dei riti pasquali, sotto lo sguardo attento di numerosi fedeli.
Daverio: il Calvario in piazza San Pietro
Domenica 29 marzo è stata invece la volta di Daverio. L’ampio spazio dell’Oratorio in piazza San Pietro si è trasformato nel palcoscenico naturale per la rappresentazione della Passione di Cristo. Un allestimento di grande impatto emotivo che ha ripercorso le tappe della Via Crucis, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza immersiva tra costumi d’epoca e narrazione evangelica.
I numeri di un successo corale
A rendere possibili questi eventi, patrocinati dai Comuni di Inarzo e Daverio, è stato lo sforzo collettivo di una comunità intera. In scena sono scesi oltre 150 partecipanti tra attori, comparse e tecnici, che hanno lavorato per settimane alla preparazione dei testi e delle scenografie.
La risposta del pubblico è stata imponente, a conferma di come le tradizioni della Settimana Santa restino un punto di riferimento identitario per il territorio. Un ringraziamento corale è stato rivolto a tutti i volontari che, dietro le quinte, hanno garantito la riuscita delle celebrazioni nonostante le incertezze meteo.
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