Tre in carcere e tre denunciati per la rissa fatale di sabato a Induno Olona

Il punto sulle indagini per l’omicidio di Enzo Ambrosino: arrestato suo padre, oltre a Gesuino e Dimitri Corona. Mercoledì autopsia e interrogatori

Generico 13 Apr 2026

Di fatto si sono fronteggiate due famiglie, e in carcere sono finiti dalle prime ricostruzioni i due padri intervenuti a difesa dei figli in quella rissa passata da violento diverbio di strada ad omicidio, dove a rimanere ucciso è stato un ragazzo di 30 anni.

La Procura di Varese di particolari ancora ne dà pochi. Anzi, li eroga col contagocce – «esigenze investigative» – , ma le indagini stanno prendendo forma se non altro per gli atti notificati alle parti coinvolte per quanto avvenuto sabato notte intorno all’una quando le pesanti pale di un elicottero di soccorso hanno cominciato a roteare nella zona fra Induno e la Valle Olona che si è poi rapidamente illuminata di lampeggianti di ambulanze e carabinieri, macchine di servizio e in borghese.

Da quanto emerge sul posto erano presenti almeno 6 persone; a cinque di esse vengono contestati i reati di rissa e porto abusivo di oggetti atti ad offendere cioè coltelli e mazze ferrate, tutto trovato sul posto ancora sporco di sangue e repertato dai carabinieri della Scientifica mentre i colleghi del reparto Operativo di Varese arrivati sul posto in forze compivano i primi accertamenti testimoniali coi colleghi che cinturano l’area.

I feriti sono stati trasportati in elicottero e in ambulanza negli ospedali di Como e al Niguarda di Milano: i militari avevano quindi già da subito contezza di alcuni dei partecipanti alla rissa: erano Gesuino Corona, 50 anni, e il figlio Dimitri, di 27, si scoprirà andati sotto alla residenza di Enzo Ambrosino col quale Dimitri aveva un debito fra i 200 e i 300 euro al massimo.

Una cifra di poco conto che però aveva da tempo infiammato i rapporti fra le famiglie. Enzo rientra con la sua auto da un impegno familiare serale, trova probabilmente un gruppo di persone sotto casa, ne nasce un diverbio, voci, urla, risale in auto, ingrana la marcia, forse la retro, il veicolo impatta contro un ostacolo, una moto finisce a terra di fronte alla sua macchina e poco dopo parte la rissa con rinforzi da ambo le parti. Qui la ricostruzione fatica a procedere con effettive conferme da parte degli inquirenti che mancano, come accennato, per indagini serrate tuttora in corso.

Enzo Ambrosino rimane a terra, morto.

Il padre Gennaro scende da casa dove abita al primo piano dell’immobile ad angolo fra la via Comi e Porro e rimane ferito alla testa, poi arrestato lunedì sera (è in carcere al Bassone di Como). Rimangono feriti lo sesso Gesuino Corona, fermato domenica e ora ai Miogni, e il figlio Dimitri, arrestato anche lui lunedì (ex frontaliere, come riporta la stampa elvetica, ora alla casa circondariale di Pavia).

Vengono denunciati per rissa aggravata anche un parente dei Corona e due ragazzi di Varese di 21 e 23 anni: erano sul posto, il loro ruolo non è al momento definito: sono cittadini italiani dal cognome slavo.

I due arrestati lunedì su ordinanza di custodia cautelare verranno interrogati mercoledì pomeriggio; al mattino sempre di mercoledì, invece, vi sarà il conferimento dell’incarico per eseguire l’autopsia sul corpo della vittima: un passaggio fondamentale sia per l’impatto procedurale dell’atto, che consentirà la nomina dei periti di parte, sia per stabilire le cause del decesso del povero Enzo Ambrosino, cioè cercare di arricchire il quadro di elementi solidi rispetto alla certezza dell’arma usata, e a chi la maneggiava.

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Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

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Pubblicato il 14 Aprile 2026
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