Affondo leghista: crocifissi in aula per difendere l’identità

Passa in consiglio comunale la proposta di Reguzzoni (Lega Nord) di acquistare crocifissi per le scuole della città. «Fondamentalista» è l'accusa delle minoranze

Utilizzare alcuni fondi del bilancio per finanziare l’acquisto di crocifissi per tutte le aule scolastiche di Busto Arsizio. È questa la proposta del consigliere comunale leghista Giampiero Reguzzoni, passata in consiglio comunale ieri sera, venerdì ventisette, e che estende alla sua città un intervento dello stesso sapore che Reguzzoni, anche consigliere regionale, presenterà al Pirellone. Un’idea che ha avuto il plauso dell’intera maggioranza che ha votato compatta a favore del provvedimento incluso fra gli ordini del giorno come emendamento all’assestamento di bilancio. Adesione convinta come quella del gruppo di Forza Italia che rincara annunciando anzi, con il suo capogruppo Gigi Farioli, che gli Azzurri i crocifissi li regaleranno alle scuole. «Non vuole rappresentare un guerra di religione, ma mira a riproporre nel mondo della scuola un’identità storica, una cultura e una tradizione che solo chi possiede può confrontarsi con le altre». 
Che la proposta leghista di affiggere i crocifissi sia motivata da uno spirito di convinta religiosità convince poco le opposizioni ed è lo stesso Reguzzoni, in una nota diffusa nel pomeriggio a porre l’accento sulla difesa della «nostra religione».  Insomma un nuovo affondo della Lega per cui la "blasfemia amministrativa" (quella che non prevede i fondi per esibire il simbolo della cristianità in ogni luogo pubblico) «porta a privilegiare magari la realizzazione di moschee o altre forme di culto che minacciano le nostre radici» scrive il rappresentante del Carroccio. 
E lo stato laico, il rispetto delle minoranze previsto dalla costituzione, l’intercultura? Non mancano le critiche dei consiglieri di opposizione che non risparmiano commenti caustici e che all’emendamento hanno opposto un secco voto contrario. «Forse Reguzzoni dovrebbe frequentare il catechismo che insegna l’accoglienza e la tolleranza nei confronti dello straniero – dice Alessandro Berteotti capogruppo della Margherita che ha chiesto il ritiro dell’emendamento – non penso sia una proposta che nasce da convinzioni cattoliche, se fosse cattolico praticante il consigliere non starebbe nella Lega dove prevale solo la difesa delle proprie radici e dell’identità padana e soprattutto non è con l’esposizione del crocifisso in ogni aula scolastica che si costruisce la cultura cattolica». 
«La proposta di un ayatollah – dichiara lapidario Alberto Grandi, capogruppo dei Progressisti – se l’iniziativa fosse spinta da un sentimento sincero non mi preoccuperebbe, l’unico timore è che sviluppi risentimenti di odio anche nelle scuole». Mentre Maria Enrica Pecchini dei Progressisti aggiunge come corollario all’assestamento di bilancio votato in consiglio che «alla luce dei due milioni di euro tolti all’istruzione questa proposta appare quanto meno ridicola se non grottesca». Cita invce l’articolo sette e nove della costituzione sul rispetto delle minoranze il capogruppo di Rifondazione Comunista Antonio Corrado «La Costituzione italiana prevede il rispetto delle minoranze, anche i cattolici, stando a quanto professa la loro religione, devono rispettarle, così Reguzzoni non fa altro che comportarsi da fondamentalista». 


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Pubblicato il 27 Settembre 2002
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