La piena inclusione passa dal lavoro
Nella prima giornata dei lavori del Convegno sulla Sindrome di Down, si sono affrontati i vari aspetti culturali e giuridici. L'elemento centrale rimane l'integrazione sociale e lavorativa
Si è aperto con il saluto delle autorità presso l’aula magna dell’università dell’Insubria di Varese, il 4° convegno nazionale sulla sindrome di Down.
La presentazione, aprendo i lavori, è stata fatta dalla dott.ssa Giovanna Brebbia organizzatrice del convegno con un video caratterizzante il convegno cui è seguita la prolusione del professor F. Minazzi sul senso del pensiero nella comunità.
La giornata di introduzione era prettamente culturale e partiva da un presupposto fondante e cioè che “con il lavoro vi è la piena integrazione” ancor più per le persone con disabilità. La dottoressa Visconti ha approfondito il rapporto con l’altro e le diversità, come elemento importante sul piano sociale e culturale per l’ accettazione delle diversità.
La dott.ssa Lazzari ha presentato l’esperienza del progetto dei giovani pensatori diversamente abili sotto il profilo di una rivisitazione filosofica. E’ un progetto molto interessante organizzato dall’università dell’Insubria (primo in Italia) di didattica filosofica.
Vacis ha portato al convegno l’esperienza del teatro con ragazzi diversamente abili presentando alcuni video dei retroscena e interviste agli stessi ragazzi: «Vi è oggi una certa sensibilità all’inclusione. Attualmente è la poetica di registi, attori e produttori». Ha portato anche l’esperienza inclusiva dei laboratori di cinema e teatro con il supporto del “Teatro stabile di Torino”.
Il dott. Boscolo anticipando il suo intervento per motivi di impegno personale, ha approfondito gli aspetti giurisprudenziali dell’inclusione scolastica e non solo. Il diritto alle prestazioni individuali rispetto alle esigenze di chi ha una disabilità è tappa fondante anche della nostra costituzione (articolo 38), anche se obsoleta nei termini. Il problema sta nei limiti di questo diritto fondamentale che è sempre e solo di finanziamento delle scuole e di assistenza che spesso porta ad un diritto all’inclusione che rimane solo teorico o quanto meno limitato.
Il dopo di noi è un passo fondamentale per dare ai figli con disabilità un futuro e di questo ne hanno parlato le dott.sse Brusa Pasquè e T. Empler con cui poi nell’ultima giornata il tema verrà approfondito con progetti concreti già funzionanti sul nostro territorio.
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