Le straordinarie vite dei malfattori
Erano chiamati così gli anarchici nell'Ottocento: Enzo Laforgia ne ricostruisce la storia in tre diversi incontri proposti allo Spazio Scopricoop
Malfattori venivano chiamati gli anarchici alla fine dell’Ottocento. Sognatori, utopisti, agitatori politici, erano paragonati a criminali comuni. Le loro vite, il loro pensiero e la loro azione politica sembravano mettere in serio pericolo l’esistenza dello Stato, della Chiesa, di ogni forma di autorità costituita, di ogni tradizione borghese.
«Non sono che l’uno per cento e tuttavia esistono», cantava Léo Ferré.
E hanno lasciato un segno profondo, con il loro pensiero, con la loro azione e con i loro sogni, nella storia del XIX e del XX secolo. Nel corso di tre incontri verranno proposte alcune storie e alcune vite esemplari, verranno illustrate alcune utopie, in qualche caso tradottesi in ardite sperimentazioni, che hanno caratterizzato la storia del movimento anarchico dalla seconda metà dell’Ottocento agli anni Sessanta del secolo successivo. Nomi e storie forse dimenticati, testimonianze di come si possano coltivare sogni impossibili da consegnare alle generazioni successive, nell’attesa di una umanità nuova.
La loro storia verrà raccontata dal professor Enzo Laforgia in tre appuntamenti allo Spazio ScopriCoop di via Daverio, nei giovedì 9, 16 e 23 febbraio, sempre alle ore 17,30.
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