Assemblea “in strada” per cinquecento studenti
Nella mattina di martedì presidio davanti al Gadda Rosselli, tra protesta nazionale e rivendicazioni specifiche dell'istituto. "Sabato manifestazione pomeridiana: facciamo capire che non vogliamo perdere ore di lezione"
Quasi cinquecento studenti in presidio al Gadda Rosselli: la seconda giornata di agitazione degli studenti vede un cambio della protesta, passata dai cortei per la città (quello di ieri era organizzato soprattutto dai ragazzi dell’Ipsia) all’assemblea di approfondimento e discussione all’aperto, fuori dalla scuola. Circa trecentocinquanta gli studenti del Gadda-Rosselli, cui si sono aggiunti anche un centinaio di ragazzi venuti dall’Ipsia (i numeri, curiosamente, sono identici sia per gli organizzatori che per la Pubblica Sicurezza). Tre studenti univesitari dell’Unione degli Studenti hanno parlato al megafono, «per spiegare i motivi della protesta, per far conoscere davvero le motivazioni che tutti devono comprendere», spiega Andrey Chaykin, diciannovenne aderente all’Uds, che si è diplomato lo scorso anno proprio al Gadda-Rosselli.
Insieme alla mobilitazione "nazionale" contro i tagli alla scuola e il Ddl Aprea, il presidio ha messo al centro anche le rivendicazioni locali, quelle specifiche dell’istituto: «Ad esempio c’è il problema delle aule sotterranee, che sono fredde nei mesi invernali» spiega Andrey. «Da quando si sono uniti ragioneria e linguistico, il numero degli studenti è aumentato molto ma gli spazi sono insufficienti». Alcune classi fanno anche rotazione degli spazi, proprio perchè le classi seminterrate sono particolarmente disagevoli.
Nel corso del presidio in piazza sono emerse anche alcune differenze d’approccio, tra chi preferisce
le assemblee per discutere e approfondire e chi – in particolare tra i ragazzi dell’Ipsia – avrebbe voluto rilanciare con nuovi cortei e forme di protesta più "leggere", un po’ sull’esempio di quanto fatto lunedì: in alcuni momenti ragazzi e ragazze del Gadda Rosselli hanno richiamato alla partecipazione al presidio e all’assemblea (anche sulla pagina Facebook dell’evento c’è qualche attrito tra studenti delle due scuole: alcuni ragazzi del Gadda non hanno gradito "l’assedio" di lunedì). Il presidio si è sciolto dopo le 10.30, è rimasto solo un gruppetto in strada, con gli striscioni appesi alle cancellate.
La mobilitazione non si ferma: «Domani c’è manifestazione a Busto, andremo a dare una mano» dice ancora Lorenzo, uno dei ragazzi dell’Ipsia. «Sabato faremo una manifestazione a Gallarate e ci aspettiamo una mano anche da loro». Per sabato è stata fatta una scelta precisa: «Faremo manifestazione pomeridiana, per far capire che gli studenti vogliono far sentire la loro voce, non vogliono perdere ore di lezione» aggiunge Andrey Chaykin.
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