Rivabene lancia l’idea delle “mini-giunte” delle frazioni
Durante una serata dedicata alla politica, il 12 aprile, Fabio Rivabene affronterà alcuni punti del suo programma elettorale
Condivisione delle decisioni e rappresentanza delle comunità nelle frazioni, Fabio Rivabene, candidato sindaco leghista per il Comune di Mornago non ha ancora svelato la lista con la quale affronterà la campagna elettorale ma lancia già alcune proposte e anticipa i suoi appuntamenti elettorali.
Il primo degli appuntamenti sarà il prossimo 12 aprile presso il centro Quattro Campanili di via Monte Ortigara, a Mornago, dove si terrà una serata di approfondimento sui temi caldi del momento: decreto sicurezza, flat tax e pace fiscale. All’incontro saranno presenti i relatori Alberto Gusmeroli e Leonardo Tarantino, rispettivamente vicepresidente e componente della VI Commissione Finanze della Camera.
Durante la serata è previsto anche un momento più legato alla politica comunale e alle elezioni del prossimo 26 maggio. «La campagna elettorale si avvicina e ci stiamo organizzando per far conoscere il nostro programma – dice Rivabene –. Non è ancora il momento di ufficializzare la lista sulla quale siamo al lavoro ma vogliamo far conoscere la nostra squadra perché a lavorarci siamo una trentina di persone”.
Tra i punti salienti del suo programma elettorale Rivabene tiene a sottolineare la rivitalizzazione dei centri storici, nonché la volontà di realizzare un nuovo centro di aggregazione giovanile. Ma soprattutto è “condivisione” la parola chiave che vuole lanciare: «purtroppo – dice – nel nostro comune siamo ancora quattro realtà che soffrono di campanilismo. per questo voglio lanciare l’idea di formare, nelle quattro frazioni, delle “mini-giunte” di cittadini che, interfacciandosi con un consigliere, avranno la possibilità di creare un ponte tra la cittadinanza e il municipio. L’intento è quello di avere la massima attenzione sul territorio e, allo stesso tempo, fare in modo che tutti possano sollevare problematiche ed esprimere opinioni sulle questioni di interesse pubblico. Non voglio solo che la gente vada in Comune – spiega Rivabene – è il Comune che deve andare dalla gente».
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