Non c’è pace per i Velo Ok di Busto
Dopo l’oscuramento dei vetri di una colonnina continua l’opera di danneggiamento dei Velo Ok in città. Questa volta è stato preso di mira quello nei pressi della rotonda di via Repubblica con una scritta che sa di minaccia
Non si è ancora conclusa la fase di installazione che la mano dei vandali si è già abbattuta sui nuovi Velo Ok, un sistema per dissuadere dal superamento dei limiti di velocità lungo le principali arterie cittadine. E se l’insensata protesta a suon di bombolette spray continua, la vittima è sempre la stessa colonnina in via Quintino Sella. Dopo l’anonima mano che aveva oscurato di blu i vetri dell’installazione, nei giorni scorsi è comparsa anche una scritta nera: Not Here (non qui, ndr). Ed è francamente molto difficile credere che l’autore del gesto si riferisca alle polemiche legate al luogo di installazione di quel Velo Ok, a pochi metri dalla fine di una rotonda. Tuttavia è bene ricordare a quanti volessero emulare gli artefici di questi gesti che i Velo Ok non sono autovelox. Si tratta semplicemente di alloggiamenti che hanno lo scopo di “spaventare” gli automobilisti e spingerli a rispettare il codice della strada e che, solo in alcune occasioni e con la presenza fisica degli agenti di polizia, potranno ospitare un rilevatore di velocità. Oscurarne i vetri, sporcarne gli alloggiamenti o danneggiarne la struttura non ha alcun senso. E, tra l’altro, è anche un reato.
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