Reguzzoni: “Nubifragio: negati aiuti ai nostri comuni”
L’onorevole leghista attacca le decisioni del governo Monti
«Il Governo Monti ha negato qualsiasi tipo di sostegno ai Comuni del Verbano e della Valcuvia colpiti, il 5 agosto 2011, da un nubifragio. Sono molto dispiaciuto anche perché si tratta della dimostrazione di come Roma sia cieca e sorda ai bisogni, nel caso in questione più che tangibili, del Nord e della Padania». Lo dichiara il deputato della Lega Nord, Marco Reguzzoni, dopo la risposta data dal ministero dell’Economia e delle Finanze alla risoluzione volta ad aiutare gli otto Comuni della Provincia di Varese coinvolti, l’estate scorsa, dal violento fenomeno atmosferico. «Il nubifragio – spiega Reguzzoni – ha causato eventi alluvionali diffusi, problemi ai reticoli stradali, ai reticoli fognari e ai reticoli di scolo idrico dei versanti pedemontani, e provocato ingenti danni, soprattutto a Cittiglio e Laveno Mombello, a infrastrutture pubbliche e a numerose proprietà private. Solo a Laveno, per fare un esempio, una frana ha coinvolto la linea ferroviaria causando danni per circa 800mila euro. Non si è trattato dei due centimetri di neve che hanno paralizzato Roma Capitale, e per i quali Alemanno ha chiesto lo stato di emergenza e ha chiuso scuole e ministeri». «Per aiutare i Comuni a fronteggiare le diverse problematiche – ricorda il deputato leghista – avevamo presentato prima un’interrogazione (ad agosto), poi un ordine del giorno accolto dal Governo (a settembre) e infine una risoluzione approvata all’unanimità dalla commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici (a ottobre). In sostanza chiedevamo non solo la dichiarazione dello stato di emergenza, ma anche altre agevolazioni ai Comuni per le indispensabili opere di ricostruzione e di messa in sicurezza delle aree colpite». «Il no del ministero dell’Economia e delle Finanze – conclude Reguzzoni – ha però vanificato tutto questo lavoro. Ora rimane aperta solo la possibilità di inserire, come avevamo richiesto, i territori in questione tra quelli beneficiari dei fondi per la prevenzione del rischio idrogeologico. La risposta spetta in questo caso al ministero dell’Ambiente, e ci auguriamo non sia un altro ‘no’».
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