Il vocabolario degli spacciatori
Le intercettazioni dell’indagine Sahara ha portato gli investigatori a dover tradurre il codice usato dagli spacciatori: “Quella dei cristiani”, “Una ragazza” e molti altri termini da spiegare
Singolare il vocabolario usato dagli “spacciatori all’ingrosso” di Tradate. L’operazione Sahara, condotta dai carabinieri della Tenenza cittadina, ha portato all’arresto di 10 persone in tre anni di indagini, in quattro province. Operazione che ha visto inoltre il sequestro di 80 chili di hascisc e condotta con l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche.
Proprio l’ascolto delle telefonate ha richiesto la partecipazione dei traduttori. Questi dialoghi, però, per essere inetrpretati correttamente, avevano bisogno di un’ulteriore "traduzione" del codice usato dagli spacciatori. Infatti, questi non parlavano mai apertamente di droga o quantitativi specifici, ma si rifacevano a parole chiave che gli investigatori hanno quindi associato nelle trascrizioni.
Ad esempio “Una ragazza” o “un cartone” equivaleva a dire 30 chili di droga. “Un ragazzo”, “Un pantalone”, “Un cagnolino” o “Un pugno” di riferivano a 1 chilo. Quantitativo di 500 grammi per “Una mano” o “Un pantaloncino”.
Con “Cibo” si faceva riferimento a una sostanza stupefacente in generale, mentre “quella dei cristiani” o “cugina” era la cocaina. I “documenti” o le “carte” erano i soldi, mentre il “timbro” si riferiva alla qualità della droga.
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