Nelle sale a marzo il film “Maledimiele”
L'opera del regista di Venegono Superiore, Marco Pozzi, sarà nei cinema dopo essere già stato presentato a Venezia nel 2010
Nella seconda metà di marzo arriva bei cinema “Maledimiele”, il film sull’anoressia del regista varesino Marco Pozzi. L’opera era anche stata presentata nel 2010 alla 67° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
“Maledimiele” è dedicato alla patologia prima causa di morte tra i giovani, l’anoressia, e racconta la storia di Sara, un’adolescente che precipita nella malattia. Tra i protagonisti Gianmarco Tognazzi, Sonia Bergamasco, Isa Barzizza e Benedetta Gargari, quindicenne attrice emergente già protagonista di fiction TV di successo e dei film di Ferzan Ozpetek (“La Finestra di Fronte” e “Saturno Contro”).
«Maledimiele bandisce ogni compiacimento voyeuristico e prova ad accompagnare senza morbosità lo spettatore dentro la dimensione della malattia – spiega Marco Pozzi – e a conoscere il mondo attraverso gli occhi di Sara. Il film vuole mettere in campo anche il vuoto esistenziale e la difficoltà di comunicare all’interno della famiglia borghese. L’importante presenza del personaggio di Sara (Benedetta Gargari) aiuta lo spettatore a entrare in un immaginario che, lontano da stereotipi, conduce attraverso le immagini a un valore universale visibile che può far riflettere tutti indistintamente».
«Il personaggio di Sara mi ha fatto crescere e mi ha tenuta lontana dalla malattia – racconta Benedetta Gargari, protagonista del film – Questo film deve aiutare le ragazze della mia età, e anche i loro genitori, a capire che è importante vivere bene con il proprio corpo e che non bisogna “giocare” con la dieta. Questo primo ruolo da protagonista è stato per me molto difficile a livello psicologico perché, per comunicare al meglio “l’essere malata”, ho dovuto creare una distanza tra me e il personaggio di Sara».
Nei titoli di coda del lungometraggio una breve opera artistica in animazione del 2005 dell’artista Valerio Berruti dal titolo “Golgota” rappresenta il perfetto contrappunto visivo al nucleo narrativo del film.
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