Un piccolo Villaggio come una vera famiglia
Il Villaggio Sos di Morosolo accoglie ormai da 15 anni bambini allontanati dalle famiglie con difficoltà di inserimento. Alcuni restano anche dopo la maggiore età
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Uno spazio di accoglienza di tipo familiare e di sostegno affettivo per i bambini allontanati dalla famiglia, è quanto si propone oggi il Villaggio Sos di Morosolo, una struttura perfettamente organizzata in piccoli gruppi familiari, dove i bambini vivono una vita assolutamente normale. Se non fosse che questi bambini non vivono con la propria famiglia, ma con delle "mamme" convenzionali, le educatrici, che hanno il compito di dare ai bambini l’affetto e la sicurezza di cui hanno bisogno per crescere come in un normale nucleo familiare. Sparsi in tutto il mondo, i Villaggi Sos sono tre in Lombardia e sette in tutta Italia. Quello di Morosolo nasce ufficialmente il 1° ottobre del 1985, quando arriva la prima "mamma", Emilia, che apre la prima casa del Villaggio. "La peculiarità principale del nostro Villaggio – spiega Silvano Basili, direttore del Villaggio di Morosolo – è quella di garantire al bambino la possibilità innanzitutto di rientrare nella sua famiglia di origine, quindi lavorare insieme al ragazzo e alla famiglia, attraverso i Servizi Sociali, per arrivare a questo scopo. Quattro sono i principi su cui si basa la nostra attività: il villaggio, la casa, la mamma, che vive stabilmente nel villaggio dedicandosi a tempo pieno alla crescita e all’educazione dei bambini, e la fratellanza, fratelli e sorelle naturali, infatti, vivono sempre insieme nello stesso nucleo familiare. I bambini, da 0 a 18 anni, vengono accolti nelle case indipendentemente dall’età, dal sesso e dalla religione, ma solo in base alla compatibilità e alla stessa tipologia di progetto. E’ questa una delle peculiarità del Villaggio Sos, l’essere un villaggio aperto, costituito da diverse piccole comunità, dove è possibile entrare e uscire dalle case in base alle esigenze e ai bisogni relazionali dei singoli individui, ogni casa infatti costituisce un progetto. Diversi sono i progetti avviati negli ultimi tempi dal villaggio di Morosolo, due in particolare sono rivolti alle giovani mamme con figli che si trovano in difficoltà e alle ragazze preadolescenti, mirati alla promozione e alla crescita di un’autonomia personale. Alcuni bambini, poi, quelli rimasti orfani o in stato di abbandono, soprattutto neonati, possono essere adottati e quindi il Villaggio li accompagna all’adozione, in collaborazione naturalmente con i Servizi Sociali. "Di recente sono uscite dal nostro villaggio due sorelle ultra ventenni in piena autonomia – racconta il direttore Silvano Basili – con un lavoro, che abbiamo aiutato a trovare con il progetto "Avviamento al lavoro" e con una casa. Questo è il compendio del nostro progetto, il fine ultimo cui vorremmo arrivare con tutti i nostri ospiti: arrivare a portare tutti i ragazzi alla piena indipendenza, ma soprattutto alla gestione della libertà. Queste due ragazze ritengo che abbiano realizzato il progetto della loro vita". All’interno del Villaggio, inoltre, i ragazzi conducono una vita assolutamente normale, a seconda dell’età, vanno a scuola, fanno sport e praticano ognuno i propri hobby. In tutto questa attività una componente fondamentale è costituita dal fattore economico. I costi di una struttura di accoglienza e soprattutto dei servizi che offre sono notevoli. Ma allora come si sostiene un Villaggio Sos? |
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