|
«Riteniamo insufficiente e senza alcuna programmazione il piano aziendale che ci è stato presentato». Con queste parole si esprimono i sindacati che ieri, martedì 1 ottobre, hanno incontrato la dirigenza della Siei spa per risolvere, nel migliore dei modi, il licenziamento annunciato di 137 operai. Oggi il numero è sceso a 121 e probabilmente i sindacati riusciranno a farlo diminuire ulteriormente. Quello che però non è piaciuto ai sindacati è il piano per la messa in mobilità degli operai. «Volevamo sapere come si organizza l’azienda anche per quelli che rimangono – spiegano i sindacati – Ma ci hanno detto che dipende dal mercato. È una risposta vaga e insufficiente. Per quelli che saranno messi in mobilità, abbiamo recepito il metodo con cui si calcola l’indennità, ma non ne condividiamo assolutamente la quantità: non possono liquidare questa gente con due cioccolatini e una caramella». La proposta dell’azienda era articolata in tre fasce. Oltre all’indennità dell’Inps, i lavoratori avrebbero ricevuto dalla Siei il 40, il 50, il 60 per cento della mensilità a seconda che facessero 1, 2 o 3 anni di mobilità. L’azienda inoltre garantiva che, con questo calcolo, a chi prendeva meno di 6 milioni di vecchie lire, veniva comunque garantita questa cifra, e chi invece superava i 25 milioni, non gliene sarebbero stati dati più. «Il ragionamento funziona, ma la maggior parte degli operai non arriva ai 6 milioni di lire e l’azienda se la caverebbe con poco. Quelli che in famiglia hanno questo stipendio come unico reddito, non andranno avanti molto con questa indennità». Per domani, giovedì 2 ottobre, è già in programma un altro sciopero per protestare sulla proposta fatta dall’azienda. Finora gli incontri tra sindacati e azienda si sono svolti all’Associazione Industriali di Saronno e ormai sono scaduti i tempi per trovare un accordo. Il prossimo passo sarà un ultimo tentativo di giungere a un accordo tramite il Ministero a Roma. Tempo, 30 giorni. Già definiti i tempi per la messa in mobilità in tre scaglioni: il primo a novembre, il secondo a febbraio 2003, il terzo a luglio 2003. «È vero, l’azienda ha perso circa 20 miliardi lo scorso anno, ma sullo stato patrimoniale ci sono cifre esorbitanti. Inoltre, va sottolineato che il raggiungimento di un accordo sindacale permette alla Siei spa di pagare 3 mensilità all’Inps per ogni lavoratore messo in mobilità. Se non si raggiunge l’accordo dovrebbero pagarne 9 di mensilità. Queste 6 mensilità che risparmiano facendo l’accordo, sono superiori ai 6 milioni di lire con cui vogliono liquidare la maggior parte dei lavoratori. In questa maniera non ci perdono nulla e vogliono lasciar a casa questi operai con la minore spesa possibile. Non è giusto».
|
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.