«Ha vinto la logica della spartizione, ma i risultati non contano?»
Giorgio Benedettini lascia il suo incarico all'Asl. In questa lettera un commento alle recenti nomine e qualche retroscena
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come mi sento al termine del mio mandato? Leggero, mi creda, anche se un po’ dispiaciuto, come quando finisce qualcosa in cui ti sei impegnato molto con la tua equipe e che ora disperi di veder compiuta; ma non direi sorpreso perché mi aspettavo finisse così: non si resta in Paradiso a dispetto dei Santi, ammesso che di Paradiso si tratti e soprattutto di Santi. La logica della spartizione è stata aggiornata alle nuove esigenze. Ma in famiglia qualcuno è effettivamente un po’ sorpreso, per esempio mia moglie, che continua a guardarmi stupita e un po’ perplessa sulla veridicità di quanto le racconto. E mi fa notare che, secondo lei, a qualcuno sembrava andassi bene, ad esempio alla Giunta Regionale che mi ha sempre valutato tra i migliori D.G. in Lombardia, una coerenza unica, al Ministero della Salute, visto che il Presidente della sua Commissione ha elogiato, in una recente lettera, il mio comportamento, ma soprattutto sono andato bene al Presidente Gianfranco Fini, che mi ha espresso "solidarietà e gratitudine per la preziosa collaborazione ?" Forse, le faccio allora osservare, non vado bene per un consigliere regionale di AN, che ho visto si e no un paio di volte, che pero deve essere molto importante, più di tutti gli altri sopra? Ma lei mi lascia intendere che, se è cosi, debbo averla fatta grossa, e qui mi sento in imbarazzo perché, guardandomi indietro, ricordo solo di aver fatto cose che rifarei, in quanto coerenti cogli indirizzi tracciati dai politici del Polo, taluni dei quali cosi vicini eppur cosi assenti. Oddio, in un paio di casi, ampiamente ripresi sulla stampa varesina, sono stato effettivamente criticato dalla solita esigua truppa di AN, in scarsa e variegata compagnia, in quanto, se ben ricordo, per il tema "assistenza ai clandestini", era alleata con qualche esemplare di leghista, e, per quello dei consultori, e ora in sintonia con la sinistra. Ma l’opinione pubblica era con me. Un po’ assurdo, mi consenta, dov’è la coerenza, cosa non si è costretti a fare a volte per far vedere di esistere. E allora mia moglie mi fa notare che dovevo tacere e non rispondere puntualmente come ho fatto, cercare il famoso compromesso, il dialogo .. ma con chi? Con quelli ? E poi, dico io, che toscanaccio sarei altrimenti ? Come vede, direttore, c’e un po’ di confusione nelle nostre menti, per gli altri quattro miei amici invece mi è andata gia bene. Che ci vuol fare, mi sembra quasi abbia prevalso la ripicca che come si vede ha portato a scelte di rione. Mi spiace un po’ non aver neppure ricevuto una pacca sulla spalla secondo un ben noto stile, e soprattutto certe cose mi sarebbe piaciuto sentirmele dire in faccia. Ma bando alle recriminazioni, è stato un periodo interessante ed utile. Ho gia ringraziato i miei collaboratori, particolarmente quelli che hanno contribuito ai successi della nostra ASL, che ci sono stati e tanti. Torno nel mio mondo, che è anche il Suo del resto, quello di veri manager, degli imprenditori, cosi bravi nella Sua provincia, un mondo dove sopravvivi se ti sei conquistato il mercato, dove è al cliente che devi andar bene e non al politico di turno. Dove acquisti e concorsi sono fatti nell’interesse dell’azienda e guai se sbagli, dove la copertura finanziaria te la devi trovare a spese tue e non della collettività, dove contano i risultati e non le delibere. Ma ora è Natale e devo pensare ai miei quattro nipotini, e, quindi, dalla mia Toscana, La saluto assieme a tutti i cittadini di Varese, questa splendida cittadina che rimarrà per sempre nei miei ricordi assieme a molti dei suoi abitanti. |
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