Azioni di guerra o missioni di pace: alla “Ugo Mara” pronti per partire
Cambio alla caserma "Ugo Mara". Il maggiore Chiarini, che andrà a dirigere una missione in Bosnia, lascia un comando Nato di reazione rapida in grado di gestire sessantamila militari
Si è svolto oggi il cambio al comando della caserma “Ugo Mara” di Solbiate Olona. Il nuovo comandante è il generale Luigi Pellegrino. Sostituisce il brigadiere generale Gian Marco Chiarini (nella foto) che lascerà l’incarico di Capo di Stato Maggiore del Comando di Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO per assumere il Comando della Brigata Multinazionale Sud-Est nell’ambito della Missione Sfor in Bosnia. A Solbiate la cerimonia si è svolta nel pomeriggio ed è stata anche l’occasione per annunciare che ora la caserma “Ugo Mara” è un presidio di reazione rapida Nato a tutti gli effetti.
Nella teoria dunque se venisse la guerra i militari della “Ugo Mara” sarebbero pronti a partire. in caso di allerta infatti i militari del comando potrebbero essere diretti in ogni angolo del mondo come forza di interposizione (peace-kiping) o per azioni di guerra. Ma l’eventualità è improbabile, come spiegano dal comando. La Nato non ha preso ancora una posizione ufficiale. E qualora l’organismo internazionale dichiarasse lo stato di allerta la possibilità concreta di partire per l’Iraq rimane comunque teorica.
Ma per il presidio Nato di Solbiate esistono anche altre questioni legate alla sicurezza. Proprio per il fatto di rivestire questo nuovo ruolo, insieme ad altri sei presidi in Europa, è facile intuire che si tratti di un obiettivo sensibile. Sul portone di ingresso è segnato lo stato di mobilitazione: rappresentato dalla lettera greca beta, è il gradino di moderata attenzione che sta sopra lo stato di pace. I gradi di mobilitazione sono in tutto quattro.
Il Generale Chiarini che ha diretto per circa due anni lo staff multinazionale di 400 ufficiali e sottufficiali è stato impegnato proprio nello sviluppo del progetto italiano per la costituzione del Comando di Corpo d’Armata ad Elevata Proiezione per la Nato. Lo scorso dicembre è stato superato il test ed è stata acquisita la piena capacità operativa. Caratteristiche fondamentali di questo comando sono quella di essere proiettabile in ogni parte del mondo in soli 30 giorni e di gestire una forza di 60.000 uomini impegnati sia in operazioni di guerra convenzionale che in gestione delle crisi ed in operazioni di mantenimento della pace.
Il Comando è attualmente costituito da 400 ufficiali e sottufficiali italiani stranieri, provenienti da 11 nazioni (Spagna, Germania, Ungheria, Polonia, Stati Uniti, Regno Unito, Portogallo, Turchia, Grecia, Olanda e Italia) e da un Comando di supporto di circa 2000 uomini, su un reggimento di supporto (in Solbiate Olona) ed un reggimento trasmissioni in Milano.
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